Allarme lupi a Triora, il sindaco: "Non vogliamo aprire la caccia, ma chiediamo sicurezza"
Il Consiglio comunale chiede alle autorità competenti, Regione Liguria e Prefettura di Imperia, di convocare un tavolo di lavoro

“Sicuramente una cosa è certa: questo Consiglio comunale, non vuole far sì che possa essere aperta la caccia a lupo. Assolutamente no. La caccia a lupo non si può e non si deve aprire, vogliamo semplicemente la sicurezza dei capi di bestiame e dell’uomo”.
A parlare è Massimo Di Fazio, sindaco di Triora
Comune dell’alta valle Argentina, famoso in tutta Italia per l’inquisizione delle “streghe” nel Medioevo, e che oggi è conosciuto per un’altra problematica, sicuramente più attuale: la presenza dei lupi che hanno attaccato numerosi capi di bestiame e che si sono avvicinati più volte in paese, anche in prossimità dei giochi per bambini.
Il primo cittadino ha parlato di 150 animali sbranati dai lupi, nell’estate del 2024
Il Consiglio comunale, che stamani si è riunito anche per parlare di questa emergenza, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con il quale si chiede alle autorità competenti territorialmente, Regione Liguria e Prefettura di Imperia, di convocare un tavolo di lavoro con le associazioni di categoria e con l’Anci per assumere, con immediatezza, i provvedimenti necessari.
“Abbiamo predazioni sugli allevamenti in una continuità giornaliera - ha detto Di Fazio, nel corso del proprio intervento -. Abbiamo pastori che chiamano le guardie e che vengono in Comune a lamentarsi per via della loro mandrie attaccate dai lupi. Possiamo documentare tutto e ci sono poi gli enti preposti che vengono a fare sopralluoghi e che constatano la morte delle bestie predate”.
Nel sottolineare che nulla è inventato e che non si vuole fare allarmismo
il primo cittadino aggiunge: “E’ incredibile il numero di bestie predate durante l'anno. Ci sono avvistamenti in paese e nelle nostre frazioni. Lupi che si avvicinano ai centri abitati, alle scuole, ai giochi dei bambini e che non scappano, o meglio, ti guardano e non si spostano”.