LA RISPOSTA DEL PRIMO CITTADINO

Covid: ristorante di Dolceacqua respinge 6-7 clienti al giorno con la febbre, appello al sindaco

L'appello è di Barbara Lombardo, ristoratrice con la famiglia e consigliere comunale di minoranza, che chiede al sindaco di emettere un'ordinanza

Covid: ristorante di Dolceacqua respinge 6-7 clienti al giorno con la febbre, appello al sindaco
Val Nervia, 25 Settembre 2020 ore 11:14

Appello

“Sono in media 6-7 le persone, soprattutto francesi, che ogni giorno siamo costretti ad allontanare dal ristorante, perché hanno la febbre superiore ai 37 gradi e mezzo, a volte anche 38 gradi. Ma se poi entrano in un altro locale, che non segue le stesse misure di sicurezza, c’è il rischio che esploda un focolaio a Dolceacqua. Pertanto chiediamo al sindaco di emettere un’ordinanza che obbliga i titolari dei locali pubblici a misurare febbre e prendere nominativi dei clienti”.

A parlare è Barbara Lombardo, nella sua duplice veste di ristoratrice e di consigliere comunale di Dolceacqua, l’antico borgo medievale della val Nervia. “Noi lavoriamo per il novantanove per cento con la clientela francese e le notizie che si sentono negli ultimi giorni, sulla zona rossa in costa azzurra e l’impennata dei contagi oltre confine, non sono molto confortanti”, aggiunge.

A detta di Lombardi: “Meglio allontanare qualche cliente, che chiudere per due settimane. Ma il problema è che se io allontano un cliente, che poi si presenta in un altro locale, il rischio è che il focolaio esploda lo stesso. Per questo motivo, rinnovo l’appello al sindaco di correre ai ripari con una ordinanza”.

Questa la risposta del sindaco di Dolceacqua Fulvio Gazzola

“L’obbligo di registrare i​ clienti e di chiedere loro un contatto telefonico​ è già previsto dal Dpcm del Ministero dalla riapertura delle attività di ristorazione dopo il​ Lockdown. La misurazione della febbre non è invece normata e dalle indicazioni che abbiamo​ e che stiamo nuovamente verificando con Anci, un’ordinanza di obbligo risulterebbe illegittima”.

Prosegue il primo cittadino: “Tuttavia nei primi giorni di agosto ho contattato personalmente i ristoranti del paese ai quali ho chiesto di misurare la temperatura a tutti i clienti, quale garanzia e tutela sia degli stessi che dei dipendenti, e molti si sono resi disponibili. Sicuramente nell’ultimo periodo c’è stato da parte di molti​ un allentamento dei controlli, anche per quanto riguarda il mantenimento​ delle regole imposte del Dpcm, tra le quali​ l’osservanza delle distanze tra i tavoli e tra gli ospiti allo stesso tavolo, e non vorremmo invece che l’aver ottenuto gratuitamente un allargamento dei dehor sia oggi sfruttato per un mero incremento dei posti a sedere​ e non per​ mantenere il​ numero degli stessi con maggiore distanza”.

E ancora: “Ed in tal senso effettueremo quindi dei controlli. L’Amministrazione Comunale è sempre attenta a verificare​ situazioni che potrebbero generare pericolo e ad individuare soluzioni. Ad esempio è intervenuta donando alla​ scuola​ i rilevatori di febbre per ciascuna classe e mettendone​ a disposizione uno​ per il trasporto scolastico. Se le norme ci consentiranno ulteriori misure a tutela delle persone, esse saranno sicuramente​ ​applicate”.

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