Gioco d’azzardo patologico, durante il lockdown un aumento dei casi

Dal mese di settembre 2019, data di avvio delle attività progettuali, al mese di giugno 2020, sono state erogate 2124 prestazioni da parte del personale impiegato sull’unità operativa GAP

Gioco d’azzardo patologico, durante il lockdown un aumento dei casi
13 Ottobre 2020 ore 11:24

Il Coronavirus non ha fermato il servizio dell’ASL1 dedicato alla prevenzione, alla cura e riabilitazione del disturbo da gioco d’azzardo. Anche durante i mesi di lockdown, il Dipartimento Integrato Salute Mentale e Dipendenze diretto da Giancarlo Ardissone, nell’ambito del progetto “Giochiamocela Bene” (finanziato con i fondi stanziati con L. 208/2015 cui Regione Liguria ha aderito con DGR 773/2018) ha garantito colloqui telefonici di supporto e, in casi urgenti, in presenza, ai giocatori con problematiche connesse al gioco d’azzardo patologico e ai loro familiari.

I pazienti affetti da questa patologia vengono inseriti in un percorso individuale di sostegno psicologico e riabilitativo

I pazienti in carico per GAP (Gioco d’Azzardo Patologico) vengono inseriti in un percorso individualizzato di sostegno psicologico e riabilitativo, seguiti da un’équipe multidisciplinare (Medico, Psicologo, Assistente Sociale, Educatore), appositamente costituita in collaborazione con il personale specializzato afferente al Centro di Solidarietà L’Ancora. Con particolare riguardo all’attività di prevenzione e sensibilizzazione della popolazione provinciale, nel progetto è coinvolta anche l’Associazione Effetto Farfalla.

Dal mese di settembre 2019, data di avvio delle attività progettuali, al mese di giugno 2020, sono state erogate 2124 prestazioni da parte del personale impiegato sull’unità operativa GAP a favore di 86 utenti assistiti sull’intero territorio provinciale. Numeri che hanno risentito dell’emergenza sanitaria e delle limitazioni dovute al DPCM 8 marzo 2020.

A livello nazionale si è riscontrato un aumento del gioco online

“A livello nazionale si è riscontrato un aumento del gioco on line, aspetto che i nostri pazienti non hanno riportato nei colloqui telefonici. E’ probabile che l’obbligo di restare chiusi in casa possa aver comportato un avvicinamento maggiore al gioco on line, tuttavia la situazione ha sicuramente aumentato il controllo familiare che solitamente agisce come buon deterrente. – spiega Giancarlo Ardissone, Direttore del Dipartimento Integrato Salute Mentale e Dipendenze ASL1- La preoccupazione può derivare dalle difficoltà economiche in cui versano molte persone e che sappiamo essere una delle possibili motivazioni che spingono le persone a giocare e tentare la “fortuna”. Ciò avvenne in seguito alla crisi del 2008 in cui si registrò un incremento del gioco d’azzardo come strategia per risollevarsi dalla situazione di crisi economica.

L’impossibilità di giocare d’azzardo per una persona che lo fa abitualmente, può causare un aumento del livello di stress, inquietudine, aggressività, disturbi del sonno al punto da inasprire le relazioni di convivenza. Come sostiene l’Istituto Superiore di Sanità, anche gli esperti del nostro territorio ritengono che la fase di lockdown possa aver aumentato la presa di coscienza di avere un problema riguardante il gioco d’azzardo. Pertanto – prosegue Ardissone – rivolgendoci a coloro che potrebbero, in questi mesi, essersi trovati a provare questi stati di malessere, sottolineiamo l’importanza di rivolgersi ai nostri servizi per parlarne con persone competenti. Attraverso colloqui con esperti la persona verrà supportata nell’affrontare l’attuale momento di crisi, favorendo e sostenendo un percorso volto alla comprensione del problema, alla riduzione di comportamenti problematici e all’apprendimento di nuove strategie di gestione dello stress”.

“E’ un’importante iniziativa attivata in sinergia con il piano regionale di contrasto al gioco d’azzardo e le agenzie presenti sul territorio – ricorda il Direttore Sociosanitario ASL1 Roberto Predonzani – Occorre tenere alta l’attenzione su questo fenomeno attraverso azioni di prevenzione e comunicazione, di trattamento, cura e riabilitazione efficaci rivolte a tutta la popolazione, dai più giovani agli adulti”.

Per contatti con i Servizi Territoriali competenti dell’ASL1 è possibile telefonare ai seguenti numeri delle sedi Ser.T provinciali:

Bordighera – 0184 534948 – 0184/534960: dal lunedì al venerdì ore 08.00/12.00

Sanremo – 0184 536713 – 0184 536794: lunedì – mercoledì – venerdì ore 8.00/12.00

Imperia – 0183 537668: martedì, giovedì e venerdì ore 8.00/14.00

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