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Vaiolo delle scimmie. Sintomi e cosa fare

Primo caso confermato in Italia lo scorso 20 maggio

Vaiolo delle scimmie. Sintomi e cosa fare
Altro 29 Maggio 2022 ore 09:52

Il nuovo virus presente anche in Italia

Il Ministero della salute ha emesso una nota per informare la popolazione sul Vaiolo delle scimmie ricomparso in Italia dallo scorso 20 maggio quando è stato segnalato e confermato il primo caso.

Nella nota è specificato quali sono i sintomi e cosa fare in caso di sospetta contaminazione.

  • A partire dal 7 maggio 2022 diversi Paesi hanno segnalato casi di vaiolo delle scimmie Monkeypox (MPX). Anche in Italia il 20 maggio è stato confermato il primo caso in un uomo che ha richiesto l'ospedalizzazione.
  • I sintomi del vaiolo delle scimmie comprendono di solito: febbre, intenso mal di testa, dolori muscolari, mal di schiena e astenia.
  • I segni più frequenti sono: linfonodi ingrossati ed eruzioni o lesioni cutanee.
  • L'eruzione cutanea di solito inizia entro tre giorni dalla comparsa della febbre. Le lesioni possono essere piatte o leggermente rialzate, piene di liquido limpido o giallastro, possono formare croste, seccarsi e cadere. L'eruzione cutanea tende a concentrarsi sul viso, sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi. Può anche essere riscontrata sulla bocca, sulla zona perigenitale e sugli occhi.
  • I sintomi in genere durano da 2 a 4 settimane e scompaiono da soli senza trattamento.
  • Il virus si trasmette attraverso un contatto stretto con un caso sintomatico. L'eruzione cutanea, i fluidi corporei (come liquido, pus o sangue da lesioni cutanee) e le croste sono particolarmente infettivi.
  • Ulcere, lesioni o piaghe della bocca possono essere infettive e il virus può diffondersi attraverso la saliva o attraverso droplet (goccioline respiratorie) in caso di contatto prolungato faccia a faccia (a maggior rischio gli operatori sanitari, i membri della stessa  famiglia e altri contatti stretti dei casi confermati).
  • Il vaiolo delle scimmie può essere trasmesso anche con contatto diretto tra le lesioni durante le attività sessuali.
  • Anche indumenti, lenzuola, asciugamani o stoviglie contaminati dal virus di una persona infetta possono contagiare altre persone.
  • Al fine di proteggere se stessi e gli altri, la Circolare del 25 maggio 2022 del Ministero della Salute prevede che i casi confermati e sospetti di MPX si mettano in autoisolamento.
  • Chiunque abbia sintomi riferiti al vaiolo delle scimmie deve contattare immediatamente il proprio medico.

Incubazione

A seguito l’ingresso del virus nell’organismo, a prescindere dal punto (bocca, naso od una ferita) il monkeypox virus si replica nel sito di entrata, quindi si diffonde ai linfonodi più vicini. Da qui, mediante il sangue, inizia a disseminarsi in altri organi.

Tutto questo lo fa durante il periodo d’incubazione, ovvero il tempo che passa tra il contagio ed i primi sintomi, che ha una durata variabile tra 1 e 3 settimane, ma tipicamente siamo tra 1 e 2.

Cura

CURA

Ad oggi non esiste un protocollo di trattamento specifico, anche perché si tratta di una malattia virale e, come spesso capita per questo tipo d’infezioni, il trattamento consiste in genere nella sola gestione dei sintomi; si valuta la somministrazione di antivirali in casi selezionati, ma che tuttavia non hanno grandissima specificità.

Nel caso di soggetti esposti al virus si procede con un minuzioso monitoraggio dei sintomi (temperatura corporea su tutti) per 3 settimane, ovvero il limite superiore del tempo d’incubazione.

Il vaccino contro il vaiolo umano sembra efficace (fino all’85% secondo fonti OMS), ma si tratta tuttavia di un compromesso delicato se si parla del vaccino tradizionale; una volta eradicato il vaiolo umano, i casi di effetti collaterali gravi da vaccino hanno indotto la sospensione delle vaccinazioni di massa, negli anni ’70 in Stati Uniti ed Europa, negli anni successivi progressivamente anche nei restanti Paesi, quindi il bilanciamento tra protezione e rischi con la situazione attuale non è favorevole in termini di prevenzione di massa; esiste tuttavia un vaccino modificato, Ankara, autorizzato nel 2019 e che fino ad oggi stato considerato utile per contatti considerati ad alto rischio, nei quali

  • LA VACCINAZIONE ENTRO QUATTRO GIORNI DALL’ESPOSIZIONE PUÒ PREVENIRE L’INSORGENZA DELLA MALATTIA,
  • LA VACCINAZIONE ENTRO 14 GIORNI PUÒ RIDURNE LA GRAVITÀ.

Si tratta di un vaccino attenuato, anzi, si tratta di una sorta di piattaforma utile alla produzione di vaccini per numerose malattie, tra cui vaiolo e vaiolo delle scimmie mediante l’inoculazione di virus indeboliti, attenuati il termine corretto; a differenza di quelli usati in passato ad esempio non causa la classica lesione locale, ancora visibile in tanti diversamente giovani sul braccio. Il nome commerciale usato in Europa è Imvanex, viene somministrato per iniezione sottocutanea, preferibilmente nella parte superiore del braccio, e richiede la somministrazione di due dosi ad almeno 28 giorni di distanza se non si è mai stati vaccinati in passato. Gli effetti indesiderati più comuni sono mal di testa, nausea, dolore muscolare, stanchezza e reazioni sul sito di iniezione (dolore, arrossamento, gonfiore, indurimento e prurito).

 

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