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Una ligure candidata al Premio Nobel per la Pace

Insieme ad un altro ricercatore ha sviluppato Corbevax: già approvato in India, poco costoso, facile da produrre, con un'efficacia oltre l'80%

Una ligure candidata al Premio Nobel per la Pace
Attualità 06 Febbraio 2022 ore 10:41

E' Maria Elena Bottazzi, ricercatrice genovese, originaria dell'Honduras, la candidata al premio Nobel per la Pace con il merito, assieme al collega Peter Hotez (candidato anche lui al premio) di aver sviluppato un vaccino anti-Covid Corbevax approvato in India a fine 2021, poco costoso, "facile da produrre con un efficacia che supera l'90% - come riporta l'Agenzia Dire- contro le varianti Beta e Delta. Ma soprattutto non coperta da alcun brevetto quindi accessibile a tutti i paesi poveri". La richiesta di candidatura per i due scienziati al comitato di Oslo è partita da una deputata americana dell’area di Houston, che ha motivato così la sua richiesta:

“Da anni lavorano per la fraternità tra nazioni e sono persone che il Premio Nobel per la Pace incarna e celebra".

E' genovese la candidata al Premio Nobel per la Pace

Nata a Genova, ha vissuto in Honduras ed è co-direttrice per lo Sviluppo di Vaccini del Texas Children's Hospital e Bayolr College of Medicine, istituzioni private e senza scopro di lucro. Insieme al suo team ha prodotto un vaccino contro il Covid.

 

Sul suo profilo Facebook, in un video, la dottoressa Bottazzi appare molto emozionata e contenta. Ha ringraziato i tanti italiani che in questi giorni le hanno scritto complimentandosi ma ha anche ricordato le sue origini liguri, nello specifico genovesi da parte de papà.  “Aiutare i Paesi poveri – ha detto – è un privilegio davvero speciale”.

 

Il Corbevax- spiega la dottoressa durante la sua intervista all'agenzia Dire è “un vaccino basato su una tecnologia molto convenzionale, già utilizzata in altri vaccini come quello contro l’epatite B, a base di proteine prodotte in laboratorio con ‘processi vegani’, chiamiamoli così, e usiamo cellule di lievito per produrle. Da circa 10 anni lavoriamo sui coronavirus e sapevamo che ci sarebbe stata una buona possibilità che questi vaccini fossero efficaci, sicuri, con la possibilità di produrne in gran quantità e ovviamente a basso costo”.

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