A Seborga l’entourage di Nina smentisce Mutte: nessun accreditamento in Brasile

Rimarchiamo con forza che tutto quanto è stato detto nella conferenza stampa oggi è semplicemente assurdo e non intendiamo commentare

A Seborga l’entourage di Nina smentisce Mutte: nessun accreditamento in Brasile
Ventimiglia, 10 Gennaio 2020 ore 16:08

Seborga

Il Principato di Seborga intende smentire categoricamente tutto quanto è stato detto nell’ambito della conferenza stampa tenuta oggi a Sanremo dai fratelli Mutte. Fin dal marzo 2016, quando essi hanno iniziato le loro attività illegali abusando illegittimamente del nome “Principauté de Seborga”, il nostro Principato si è dissociato ufficialmente e formalmente, in ogni sede, da questo gruppo di persone, condannando pubblicamente le loro attività e prendendo i dovuti provvedimenti d’intesa con le Autorità competenti. Rimarchiamo con forza che tutto quanto è stato detto nella conferenza stampa oggi è semplicemente assurdo e non intendiamo commentare oltre le dichiarazioni di persone che sono attualmente oggetto di indagini penali.

Puntualizziamo solamente

relativamente alla questione del presunto riconoscimento del Principato di Seborga da parte della Repubblica Federativa del Brasile tramite una fantomatica “Délégation Spéciale de la Principauté de Seborga” dei fratelli Mutte accreditata presso il Ministero delle Relazioni Estere brasiliano, che tale accreditamento non esiste assolutamente e che semplicemente un’organizzazione con tale nome è stata iscritta al Catasto delle Persone Giuridiche del Brasile. Come è noto a chiunque abbia qualche elementare nozione di diritto, l’ottenimento dello status di persona giuridica è cosa totalmente diversa da un riconoscimento di sovranità, che attiene al diritto internazionale. Dietro a tale organizzazione, peraltro, ci sarebbero anche in questo caso strani giri di denaro.

Il Principato di Seborga

auspica che le Autorità competenti, alle quali ribadisce la propria totale fiducia, pervengano in tempi rapidi ad una positiva risoluzione di questa vicenda assurda che da ormai quasi quattro anni crea danni finanziari a comuni cittadini e pregiudica gravemente la nostra reputazione.

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