Addio al prof De Andreis, il ricordo degli ex alunni

"Amava anche la montagna e ci accompagnava regolarmente in settimana bianca. In quelle occasioni, ne abbiamo potuto apprezzare il lato umano e divertente"

Addio al prof De Andreis, il ricordo degli ex alunni
Imperia, 31 Ottobre 2020 ore 15:02

Il 30 ottobre scorso è mancato il professor Pietro De Andreis, storico docente di Disegno e Storia dell’arte presso il Liceo Vieusseux.

Il ricordo di alcuni suoi ex allievi

“Ricordo le sue lezioni di disegno tecnico- scrive il prof. Angelo Quaglia- una continua prova di rigore logico. Al primo approccio apparivano davvero difficili, ma in realtà mi hanno aiutato molto nel mio percorso di studi. Inoltre, il suo metodo di insegnamento era anche molto originale e piacevole, e certamente la didattica se ne avvantaggiava molto. Le sue lezioni, seppur impegnative, non erano mai noiose, e il tempo scorreva veloce”.

Prof.ssa Barbara Rusponi ricorda Pietro De Andreis come “un insegnante che agli occhi dei suoi alunni non passava certo inosservato. Vuoi per la fisicità imponente, vuoi per il suo carisma. Adorava i viaggi, soprattutto quelli “estremi”, e mi ricordo quanto ho fantasticato sulle sue mirabolanti avventure. Amava anche la montagna e ci accompagnava regolarmente in settimana bianca. In quelle occasioni, ne abbiamo potuto apprezzare il lato umano e divertente: oltre alle regole delle assonometrie e delle (da me temutissime) omologie, ha insegnato a mezzo istituto a giocare a Wist, di cui, nei pomeriggi après-ski, si intavolavano combattuti tornei. Tutti i miei compagni di classe ne ricordano con affetto la professionalità, la sensibilità e le doti umane”.

“Un insegnante simpaticissimo, mi piacevano molto i disegni che ci assegnava per compito. Con alcuni compagni ci passavamo interi pomeriggi, a casa mia. Mi chiamava Geo; in settimana bianca ci faceva divertire un sacco: di lui ho solo bei ricordi. Era un grande, perché era una persona fuori dagli schemi, e uno spirito libero” ricorda la dott.ssa Maria Silvia Durante

“Il Liceo- si legge sul sito del Vieusseux-  tutto si stringe al dolore della famiglia ed in particolare a quello delle figlie Jolanda, Alice e Giulia (“un nome di donna non è femminile se non contiene almeno una L”, diceva…)”

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