Cronaca

L'addio a Genesio di Amelia Narciso (Anpi): Ugo, adesso che non ci sei più ci sentiamo molto più soli e indifesi

Amelia Narciso (Anpi Sanremo) ricorda con affetto e stima il magistrato Ugo Genesio, scomparso nelle scorse ore.

L'addio a Genesio di Amelia Narciso (Anpi): Ugo, adesso che non ci sei più ci sentiamo molto più soli e indifesi
Cronaca Golfo Dianese, 29 Ottobre 2017 ore 21:15

Amelia Narciso (Anpi Sanremo) ricorda con affetto e stima il magistrato Ugo Genesio, scomparso nelle scorse ore. "Un grande lutto ha colpito l'ANPI di tutta la provincia e tutti coloro che lo hanno conosciuto come magistrato di Cassazione e tra i fondatori dell'Istituto di Diritto Umanitario. Ci ha accompagnato con la sua saggezza e la sua profonda conoscenza della nostra Costituzione nella sua difesa da rischiose avventure di riforma, forse sacrificando anche troppa parte di sé con totale abnegazione. Grazie Ugo, adesso che non ci sei più ci sentiamo molto più soli e indifesi: grazie per i tuoi scritti, saranno quelli a cui attingere per sentirti ancora con noi!"

Dal discorso di Ugo Genesio iI 25 aprile 2016 a Taggia: "La Resistenza fu una sollevazione popolare, una reazione di massa quando le sofferenze della guerra, i gravissimi disagi per la popolazione, le distruzioni delle città e le perdite di vite umane diedero agli italiani la tragica misura della brutale follia del fascismo e della profondità del baratro in cui esso aveva precipitato il Paese. Da quella ormai chiara percezione dell’immane catastrofe nacque la Resistenza con il rinnovato bisogno di libertà, il ritorno appassionato ai valori della democrazia, il recupero di una dignità nazionale che sarà poi il motore della ricostruzione.
Si realizzò allora un profondo cambiamento dell’anima del popolo italiano, per più di venti anni smarritosi in larga maggioranza nell’adesione acritica a una nefasta ideologia nazionalistica che lo ha aveva privato della libertà e dei diritti fondamentali di cittadinanza riconosciuti in tutti i paesi civili.
Ma venendo all’oggi, cosa rimane oggi della Resistenza, cosa ci ha lasciato la Resistenza? Scontata mi sembra l’affermazione che la nostra Repubblica ha le sue radici, la sua ispirazione e il suo fondamento ideale nella Resistenza, nella guerra di popolo contro il fascismo alleato al nazismo tedesco che ha segnato la rinascita della democrazia e la restaurazione dei suoi valori nel nostro Paese. E’ in quel momento che è nata in Italia una democrazia nettamente caratterizzata su dati fondamentali diversi rispetto al passato prefascista quali la forma repubblicana, il voto alle donne, la partecipazione dei cittadini al processo legislativo con l’iniziativa popolare e il referendum, l’indipendenza della magistratura, la verifica di legittimità costituzionale delle leggi, l’ordinamento regionale come modello di governo diffuso sul territorio. Una democrazia i cui valori fondanti si individuano nella libertà, nella certezza dei diritti e dei corrispettivi doveri, nella cittadinanza solidale, nella partecipazione in condizioni di uguaglianza, nella funzione sociale della proprietà e dell’impresa, nella separazione dei poteri e nel controllo istituzionale. Questi valori trovano piena attuazione nei principi base della nostra Costituzione, che fino ad oggi hanno garantito, anche in condizioni difficili, la convivenza democratica nel nostro Paese.
La Costituzione italiana fu il risultato di diciotto mesi di lavoro intenso e appassionato di un’assemblea di cui facevano parte i più qualificati esponenti della nostre cultura, della politica antifascista e delle forze della Resistenza, molti dei quali avevano conosciuto i processi politici, il carcere, in qualche caso anche la tortura, e poi il confino, l’esilio, la discriminazione razziale. Alla sua elaborazione concorsero tutte le forze democratiche del Paese apportandovi ciascuna il contributo delle sue motivazioni ideali. La Costituzione fu approvata a larghissima maggioranza: 458 voti contro 62: perciò essa va riguardata come un dato identitario della nostra democrazia, basata su valori condivisi che uniscono tutti gli italiani senza distinzioni di partito o di ideologia politica". (..)

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