ANTEPRIMA: INSULTATO E MINACCIATO DI MORTE 73ENNE CHE HA SPARATO A INQUILINI MOROSI A SANREMO/ RICOSTRUZIONE

ANTEPRIMA: INSULTATO E MINACCIATO DI MORTE 73ENNE CHE HA SPARATO A INQUILINI MOROSI A SANREMO/ RICOSTRUZIONE
21 Gennaio 2017 ore 16:28

Sanremo -“Vecchio di merda, ti facciamo a pezzi e ti buttiamo nel bidone della spazzatura”. Sarebbe questa la frase di insulti e minacce che avrebbe scatenato la furia di Marino Tripodi, 73 anni, l’uomo che intorno alle 17.30 di ieri, in strada carrozzabile Solaro, nel quartiere di San Lorenzo, a Sanremo, ha esploso sei colpi di pistola contro due fratelli albanesi: Mario e Altin Boci; con il primo, di 35 anni, ferito ad un braccio da un proiettile che lo ha trapassato da parte a parte.

Stando a quanto finora ricostruito, la lite sarebbe avvenuta nel cortile, fuori dalla palazzina (situata al civico 22) nella quale (in due appartamenti diversi) abitano l’anziano e uno (Altin), forse entrambi i fratelli, ma quest’ultimo particolare è ancora da chiarire. Il movente sarebbe riconducibile da una parte alla morosità degli albanesi nel pagamento dell’affitto – Tripodi ha riferito al proprio avvocato Stefania Lombardi, di attendere ancora almeno otto mensilità – dall’altra alla prepotenza dei due che, secondo quanto raccontato dall’anziano (reo confesso), non volevano lasciare la casa e continuavano ad insultarlo e minacciarlo; attaccandosi, tra l’altro, alla corrente del suo appartamento e vessandolo praticamente tutti i giorni.

“Andatevene via, non voglio neanche i soldi”, avrebbe detto ieri, Tripodi, ai due fratelli albanesi che ha incontrato nel cortile fuori casa, mentre entrambi stavano salendo in auto per andarsene. E sarebbe stato proprio allora, secondo quanto riferito dall’anziano, che i due fratelli lo avrebbero insultato e minacciato per l’ultima volta. A quel punto, Tripodi avrebbe estratto la pistola, sparando all’impazzata sei colpi. Uno dei quali ha trafitto da parte a parte il braccio di Mario, che è stato portato in ospedale e dimesso con prognosi di venti giorni.

“Non ce la facevo più, scusatemi, ho perso la testa”, ha poi dichiarato ai carabinieri, una volta costituitosi. Subito dopo aver sparato, infatti, Tripodi è corso via in auto, gettando la pistola calibro 7.65 (clandestina e con matricola abrasa) in una aiuola.

Quindi, si è recato nello studio del proprio legale e dopo aver confessato l’accaduto sono partite le trattative con i carabinieri della compagnia di Sanremo, al comando del capitano Paolo De Alescandris, per farlo costituire. Una volta presentatosi in caserma Tripodi ha anche dato indicazioni per il ritrovamento dell’Arma. Lunedì prossimo, alle 10, dovrà comparire davanti al gip Massimiliano Rainieri, e al pm Stefania Brusa, per la convalida dell’arresto.

Fabrizio Tenerelli


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