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Blitz contro la Camorra: un arresto a Sanremo, ecco chi è "Pinu Elia" finito in manette

E' stata eseguita, stamani, a Sanremo, a carico di Giosafatte Giuseppe Elia, 47 anni, una delle ventisei misure cautelari

Blitz contro la Camorra: un arresto a Sanremo, ecco chi è "Pinu Elia" finito in manette
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L'operazione è scattata all'alba di oggi

E' stata eseguita, stamani, a Sanremo, a carico di Giuseppe Elia Giosafatte, 47 anni, detto "Pinu Elia" originario di Reggio Calabria, una delle ventisei misure cautelari scattate all'alba di oggi, a margine del blitz anticamorra dei carabinieri di Napoli, coordinati dalla Dda, che hanno notificato altrettanti provvedimenti a soggetti ritenuti appartenenti a due organizzazioni criminali che si occupavano di estorsioni e traffico di stupefacenti (acquistando droga anche dalla ‘ndrangheta) nel Napoletano, tra Poggiomarino e i comuni comuni limitrofi.

Secondo il magistrato, il clan riconducibile a Giuseppe Giuliano

Il capo era Giuseppe Giuliano detto o’minorenne, che secondo gli inquirenti acquistava la droga grazie ai contatti con la n’drina calabrese dei Pesce-Bellocco della Piana di Gioia Tauro, dalla quale si riforniva di marijuana proprio attraverso Giuseppe Elia Giosafatte, che si trovava a Sanremo in quanto stava scontando da circa sette mesi gli arresti domiciliari (con braccialetto elettronico) presso l'abitazione del cognato che lo aveva in custodia nella città dei fiori. 
Le indagini hanno consentito di fare luce su una serie di estorsioni e di intimidazioni, con colpi d’arma da fuoco, ma soprattutto su un traffico di stupefacenti, con approvvigionamenti anche attraverso le ‘ndrine calabresi. I militari dell’arma hanno anche sequestrato beni per circa 50 milioni di euro.

Secondo quanto è emerso a margine della maxi operazione che ha portato al sequestro di 13 società riconducibili al clan, la droga veniva rasportata nei furgoni del caffè. Si stava lavorando alla creazione di un impero economico con società e imprese legate al clan Fabbrocino.

A capo della cosca Antonio Giuliano detto "o' savariello", luogotenente dei Fabbrocino, detenuto presso il Carcere di Nuoro e al clan capeggiato dal suo omonimo Giuseppe Giuliano. La droga veniva  trasportata da personaggi incensurati e insospettabili:  Francesco De Michele e Adriano De Filippo. L'inchiesta ha ricostruito i traffici dal 2016 al febbraio 2020, e ha riguardato due sodalizi criminosi di Poggiomarino, in lotta tra loro per l’egemonia sul medesimo territorio, ma capaci di ricercare e trovare un sostanziale equilibrio nell’approvvigionamento comune di sostanze stupefacenti su larga scala.

E stato emesso un decreto di sequestro preventivo per un valore di 50 milioni di euro, tra cui 7 auto, 3 moto, 14 alloggi, 8 terreni, 88 rapporti finanziari e 8 polizze assicurative, imprese 1 ramo d’azienda, 5 quote di capitale sociale nonché i beni aziendali e strumentali di 13 società.

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