CGIL sulla privatizzazione dell’Ospedale di Bordighera: “Regione rispetti gli accordi presi”

La CGIL esprime le sue preoccupazioni sulla privatizzazione dell'Ospedale di Bordighera: "nessun accordo è stato ancora concluso per il personale"

CGIL sulla privatizzazione dell’Ospedale di Bordighera: “Regione rispetti gli accordi presi”
01 Marzo 2019 ore 09:58

La CGIL, attraverso un comunicato stampa, riflette sulla privatizzazione dell’Ospedale di Bordighera, esprimendo preoccupazione per il personale, circa 200 dipendenti, e per la popolazione che dovrà usufruire del nuovo servizio.

CGIL sulla privatizzazione dell’Ospedale di Bordighera: “Regione rispetti gli accordi presi”

La privatizzazione dell’Ospedale di Bordighera comincia ad assumere aspetti alquanto deludenti, ormai sono due anni che la Regione dichiara la cessione ai privati del nosocomio di Bordighera, motivando tale scelta come l’unica in grado di garantire una sanità funzionale.

Ma al di là delle numerose interviste e conferenze effettuate sul territorio nulla di concreto si è ancora materializzato, così come nessun accordo è stato ancora concluso per il personale che in quel presidio opera da anni, circa 200 persone e poco o nulla è dato di sapere alla popolazione su che cosa sarà offerto dal nuovo servizio, cosa si modificherà, che tipo di assistenza sarà erogata e quali saranno rapporti con i servizi del territorio che resteranno a carico dell’ASL.

Non a caso, nelle numerose dichiarazioni si parla esclusivamente del nuovo Pronto Soccorso tralasciando tutto il resto, è chiaro che questo è il punto più sensibile al cittadino e la parte politica ne è ben conscia, prova ne sono le continue interviste nelle quali si rilanciano imprese assolutamente mirabili ma, come detto continuano a rimanere chiacchiere al vento.

Vorremmo che la Regione in modo serio e trasparente rispettasse gli accordi presi e si responsabilizzasse sulle affermazioni dichiarate nei confronti della popolazione e di tutti i lavoratori coinvolti.

Crediamo che nessuno sia così scellerato da strumentalizzare la salute per altri fini ed è per questo motivo che rivendichiamo una più chiara e definita attuazione della scelta regionale sulla sanità, entrando quindi nel merito delle nuove funzionalità che saranno offerte e nella definizione del personale.

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