Cronaca
COLPO DI SCENA NELLE INDAGINI

Colpo di scena: Ryan potrebbe aver riportato le ferite più gravi lanciandosi dall'auto dei nonni

Potrebbe essersi gravemente ferito nel tentativo di scappare da uno o entrambi i nonni per circostanze ancora da chiarire

Colpo di scena: Ryan potrebbe aver riportato le ferite più gravi lanciandosi dall'auto dei nonni
Cronaca Ventimiglia, 17 Gennaio 2023 ore 14:25

Un'ipotesi investigativa sulla quale stanno lavorando gli inquirenti

Potrebbe essersi gravemente ferito nel tentativo di scappare da uno o entrambi i nonni per circostanze ancora da chiarire: Ryan, il bimbo di 6 anni, che il 19 dicembre scorso è stato ricoverato in fin di vita all’ospedale Gaslini di Genova e per la cui vicenda sono stati indagati con l’accusa di lesioni gravissime dolose: la nonna e il compagno di lei.

Premesso che la verità sul caso potrà chiarirla soltanto il bambino

quando sarà ascoltato dagli inquirenti, le indagini sembrano prendere ora un’altra direzione e, come affermato stamani dal procuratore di Imperia, Alberto Lari: “Gli accertamenti sinora effettuati in ordine alla produzione delle più gravi lesioni riportate dal minore e che ne hanno determinato il pericolo di vita, non paiono ricondurre dette lesioni a condotte volontarie di percosse o maltrattamento”.

Stando a una nuova ricostruzione dell’accaduto

il piccolo potrebbe essersi fratturato il braccio e una o più costole, in seguito alle percosse (si era parlato dell’utilizzo del bastone della tenda). A quel punto, la nonna chiama il padre, che è al lavoro, dicendogli che il bambino si è rotto un braccio. Il genitore si accerta, che non gli esca sangue dalla testa e a quel punto chiede di portarlo da lui. Strada facendo, tuttavia, in circostanze che restano da chiarire (chi era seduto col piccolo sul sedile posteriore?), il bimbo potrebbe essersi lanciato dall’auto in movimento, forse per paura di essere ancora picchiato o perché lo stavano picchiando, ferendosi in modo grave. Così si spiegherebbe la frattura di otto vertebre e la lesione alla milza, oltre al polmone collassato.

Il pneumotorace, in particolare, potrebbe essere stato causato

dalla perforazione del polmone dovuta alle costole fratturate. Chi lo abbia picchiato dei due, non è ancora del tutto chiaro, ma il fatto che venga contestato a entrambi, in concorso, il reato di lesioni dolose, lascia presumere un loro diretto coinvolgimento nella vicenda. Le indagini della procura sono strettamente riservate, ma gli investigatori stanno anche cercando di capire, se vi sia una precedente vicenda di maltrattamenti nei confronti dei due fratellini, per questo motivo è stato anche ascoltato (nelle forme protette) il fratello più piccolo.

Nel respingere l’ipotesi che le lesioni più gravi siano state provocate da percosse, il procuratore, infatti, aggiunge: “Il che ovviamente non esclude in radice che condotte lesive volontarie possano essersi realizzate in epoca antecedente, tema investigativo questo in fase di approfondimento sul quale non è possibile allo stato formulare alcuna anticipazione”.

Oltre all’audizione di Ryan, determinante sarà pure la relazione medico legale

Il balzo in avanti della procura nasce anche dall’interesse di placare il clamore mediatico della vicenda, per evitare di compromettere le indagini: “Si è dell’avviso, quindi, che una responsabile attenuazione dell'interesse mediatico sulla vicenda - ha poi concluso Lari - obiettivamente da ridimensionare rispetto all'enfasi inizialmente data, grazie anche alla evoluzione estremamente positiva delle condizioni fisiche del minore, non potrà che procurare giovamento al sereno svolgimento delle indagini in vista dell'accertamento della verità”.

Dell’idea che il clamore mediatico debba rientrare è anche l’avvocato del padre di Ryan, Maria Gioffrè

 “Ho la massima fiducia sulla magistratura e gli inquirenti. Capisco il senso dell’intervento della procura, considerando la poca professionalità di alcuni operatori dell’informazione, che hanno seguito il caso, violando ripetutamente il segreto istruttorio e mandando in onda i volti degli indagati e il numero civico, dove abitano; nonché riprendendo un minore che entrava in tribunale. Rinnovo anche la fiducia del mio assistito nelle istituzioni, ma soprattutto nel giornalismo serio”.

Fabrizio Tenerelli

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