Imperia

Crisi idrica “C’è il culto di Rivieracqua, che è una società fallimentare”

Sindaco Scajola la vetriolo: duro attacco nei confronti della società che gestisce l'acqua pubblica in provincia di Imperia, a margine del guasto che ha paralizzato la fornitura

Imperia, 08 Settembre 2020 ore 14:47

Non si risparmia il sindaco di Imperia, Claudio Scajola, durante la conferenza stampa a margine della crisi idrica che ha travolto numerosi comuni della provincia in seguito alla rottura di un tubo, dell’acquedotto Roja, all’altezza di via Lazzaro, nel capoluogo.

Crisi idrica in provincia di Imperia

Il sindaco ha illustrato le misure che l’amministrazione ha messo in campo per fronteggiare la mancanza di acqua, in primis la fornitura all’ospedale di Imperia, assicurando che il problema sarò risolto nel minor tempo possibile. “Non conosciamo ancora – ha specificato – la reale entità del danno, la reale lunghezza della rottura. Pare sia oltre i dieci metri. Bisognerà verificare, trovare una tubazione di quelle dimensioni, sperando di averla qui in zona, in tempi celerissimi, per completare la riparazione”.

“Culto di Rivieracqua”

Ma il sindaco affonda, andando all’origine del problema “Speriamo di risolvere la situazione. Ma poi ce ne sarà un’altra, il  problema di questa rete vetusta è la necessità di risolvere il problema, facendo una nuova rete. Sono due anni – afferma – che predico invano -per far partire il primo pezzo di tratta, che parte dalla Rabina, al confine con Diano, che è quello che si rompeva di più e si rompe continuamente, ancora ieri sera e arriverà davanti al comune. Lo abbiamo fatto – spiega – con mezzi nostri e con l’aiuto della Regione, ma abbiamo avuto delle diffide. Quasi che qualcuno abbia il culto di questa Rivieracqua, che è una società fallimentare che non riesce a svolgere i propri compiti. Abbiamo detto che dobbiamo gestire la rete con mezzi pubblici quando possibile – continua – e provati quando non ci sono, ma quello che conta è fornire l’acqua ai nostri cittadini ad un costo il più possibile basso. Ci vuole un’azienda efficiente che faccia investimenti, i danni sono irreparabili e non possiamo – dichiara – parlare di questi problemi solo quando c’è un guasto”.

“Metteremo ognuno di fronte alle proprie responsabilità”

E poi “Bisogna prevenire, individuare le soluzioni. Le abbiamo proposte da due anni. Ho chiesto, con la collaborazione del presidente Toti, che ha dato la sua piena disponibilità e il prefetto, la settimana entrante, una riunione dove dobbiamo mettere ognuno di fronte alle proprie responsabilità”.

“Non è affidabile”

“Debiti per sette milioni in otto anni – attacca il sindaco – senza fare investimenti, senza fare una manifestazione, vuol dire che è una società non affidabile. E io eserciterò tutti  quelli che possono essere i miei poteri di sindaco per assicurare ai miei cittadini un rifornimento sicuro e a basso prezzo”. Scajola ha segnalato “a tutti” (procura e Corte dei Conti, tra gli altri) la situazione. Se non ci sarà una risposta in tempi brevi, il comune di Imperia agirà da solo, “con i propri sforzi e la propria inventiva£ per proseguire il tubo nuovo dell’acquedotto,  fino al Prino.

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