Cronaca

DELITTO DI MONACO: PRESUNTO KILLER TENTO' IL SUICIDIO/ GIRAVA PER BORDIGHERA CON LAMA DA 30CM

DELITTO DI MONACO: PRESUNTO KILLER TENTO' IL SUICIDIO/ GIRAVA PER BORDIGHERA CON LAMA DA 30CM
Cronaca 27 Febbraio 2017 ore 12:45

Imperia - Ha tentato di suicidarsi con un coltello diverso da quello del delitto: Ricard Nika, il cuoco di 30 anni, di origine albanese, residente a Bordighera, accusato dell'omicidio di Alfio Fallica, suo collega e coetaneo, che avrebbe ucciso a coltellate, la sera di venerdì scorso, nelle cucine del ristorante "Pulcinella" del Principato di Monaco, attualmente sotto sequestro giudiziario.

Il particolare è emerso, stamani, in carcere a Imperia, a margine della udienza di convalida del fermo giudiziario, nel corso della quale si è avvalso della facoltà di non rispondere. Difeso dall'avvocato Massimo Corradi, il giovane è comparso davanti al gip Massimiliano Botti e al pubblico ministero Stefania Brusa. Il suo legale ha già annunciato l'imminente richiesta di una perizia psichiatrica e di una misura di detenzione alternativa al carcere nei confronti del proprio assistito. "Non ricorda nulla - spiega il legale - e quando gli ricordi cosa è successo, si mette le mani nei capelli".

Dal punto di vista investigativo, invece, emerge che il presunto killer, una volta accoltellato il collega a Montecarlo, è scappato in Italia in sella a una motocicletta ed avrebbe tentato il suicidio con un altro coltello da cucina, che avrebbe puntato al proprio petto, procurandosi un taglio. Ma non è tutto. Risulta pure che non sono stati i carabinieri a fermarlo, ma è stato lui a fermare una pattuglia, con un coltello di 30 centimetri (venti di lama), che teneva in mano e che potrebbe essere l'arma con cui ha tentato di togliersi la vita. Quella de delitto, infatti, è stata repertata nelle cucine del ristorante monegasco.

Ora le macchie di sangue repertate sul coltello da lui detenuto saranno analizzate per capire se appartengono alla vittima o al presunto killer. E', dunque, probabile che realizzato quanto appena commesso, Nika sia scappato in Italia meditando il suicidio.

Per quanto riguarda l'aspetto giudiziario, inoltre, la competenza del processo è stata affidata all'Italia, in base all'articolo 9 del Codice Penale, secondo il quale se un italiano commette un delitto nei confronti di un proprio connazionale all'estero, la competenza può ricadere sotto il Paese di origine. E Nika, giunto in Italia quando aveva appena 8 anni, è a tutti gli effetti cittadino italiano.

Fabrizio Tenerelli

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