DIANO MARINA: VOTO DI SCAMBIO LIGHT, GIUDICE UTILIZZERA’ LE INTERCETTAZIONI “PER MAFIA”

DIANO MARINA: VOTO DI SCAMBIO LIGHT, GIUDICE UTILIZZERA’ LE INTERCETTAZIONI “PER MAFIA”
16 Gennaio 2017 ore 17:22

Diano Marina – Il giudice monocratico Alessia Ceccardi, di Imperia, ha rigettato, stamani, al processo per il cosiddetto voto di scambio “light” (dunque, non legato alla malavita organizzata), alle elezioni comunali del 2011 di Diano Marina, l’eccezione presentata dalla difesa dei sette imputati – tra cui l’allora e attuale sindaco Giacomo Chiappori (Lega Nord) – che contestava l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche, in quanto quest’ultime erano state effettuate, nell’ambito di un procedimento per associazione a delinquere di stampo mafioso, successivamente archiviato. Secondo la difesa, infatti, le intercettazioni erano da considerarsi illegittime, in quanto il procedimento per mafia prevedeva tempi e modalità diverse.

Innanzitutto, per il periodo delle indagini che per il voto di scambio “light” è di sei mesi più altri sei; mentre per l’ipotesi mafiosa è di ventiquattro mesi. Quindi, ci sono i decreti autorizzativi delle intercettazioni che per l’ipotesi “light” hanno durata di quindici giorni, con eventuale richiesta di proroga; contro i quaranta giorni per l’ipoteso mafiosa. Gli avvocati della difesa hanno già fatto sapere che in caso di procedimento di Appello riproporranno la stessa eccezione.

Per il momento, comunque, il pm Alessandro Bogliolo ha soltanto autorizzato la trascrizione delle intercettazioni. Nell’ambito dello stesso procedimento risultano anche imputati: l’allora vice sindaco di Chiappori, Cristiano Za Garibaldi; l’ex assessore allo sport Francesco Bregolin; l’ex assessore Bruno Manitta (oggi consigliere comunale); l’amministratore unico della municipalizzata “Gm spa”, Domenico Surace col padre di quest’ultimo, Giovanni Surace e il commerciante ambulante, Giovanni Sciglitano.

L’ipotesi principale riguarda la promessa di Chiappori a Domenico Surace di essere nominato amministratore unico della “Gm”, in cambio dell’appoggio elettorale. Nell’ambito dello stesso procedimento Chiappori deve rispondere anche di tentato abuso d’ufficio in merito alle presunte spiegazioni chieste dal sindaco a un agente della polizia municipale che aveva multato il dehor, considerato abusivo, di un locale pubblico. Il processo per abuso di ufficio si celebra, tuttavia, davanti al tribunale collegiale con presidente il giudice Donatella Aschero.

Il collegio difensivo era formato dagli avvocati: Roberto Trevia, Stefania Uva e Marco Bosio

Fabrizio Tenerelli


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