Cronaca

"Ecco come ho vinto l'anoressia": la storia di Fabiana da Sanremo alla Rai

Fabiana Negrini, 20 anni, di Sanremo, con un futuro da personal trainer, nasconde un passato molto oscuro difficile da dimenticare

"Ecco come ho vinto l'anoressia": la storia di Fabiana da Sanremo alla Rai
Cronaca Sanremo, 24 Dicembre 2019 ore 09:53

Anoressia

Fabiana Negrini, 20 anni, di Sanremo, con un futuro da personal trainer, nasconde un passato molto oscuro difficile da dimenticare. Da giovanissima, infatti, si è ammalata di anoressia, un terribile disturbo alimentare che ti porta a rifiutare il cibo e il corpo, fino (nei casi più gravi) alla morte. Un lento suicidio, dunque. Ma Fabiana ce l’ha fatta. Dopo la nostra storia pubblicata in esclusiva, a novembre sul settimanale “La Riviera”, la giovane sanremese è stata ospite delle trasmissione Rai “Vienidame”, condotta da Caterina Balivo. "L'anoressia è come un mostro che ti divora dall'interno. Una vocina che ti dice di non mangiare e che ti consuma, poco a poco, l’anima”, ha detto a La Riviera.

Ha poi aggiunto

“Ero arrivata a pesare ventisette chili, malgrado il mio peso forma fosse di cinquantatré chili. Tutto ha avuto inizio, quando avevo ancora 14-15 anni. In casa c'era una situazione piuttosto difficile, con i miei genitori che litigavano e pian piano ho iniziato a esprimere il mio malessere".

Fabiana comincia a rifiutare il cibo

"Avevo fame, ma una vocina mi diceva di non mangiare. Ad esempio, non volevo più portare la mia merenda a scuola. Quando mia madre ha capito che iniziavo a star male, mi ha portata da una dietologa e lì ho iniziato il mio percorso. Perdevo progressivamente peso, mi fissavo e non mangiavo. Poi, nell'ottobre del 2015, mi hanno ricoverata per tre mesi all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, dove sono tornata per un altro mese come day hospital. Andavo un giorno alla settimana per i pasti e tornavo a casa. Controllavano che mangiassi tutto e osservavano i miei progressi".

Il brutto deve ancora venire

"Ero arrivata a pesare quaranta chili, per un metro e 67 centimetri di altezza. Non ero motivata e non volevo seguire le cure. Sapevo, che una volta tornata a casa, mi sarei trovata al punto di partenza". Il brutto deve ancora a venire. "Il momento critico è arrivato, poco dopo essere uscita dal Santa Corona. "Ho toccato il fondo nel luglio del 2016, quando sono diventata di ventisette chili". 

Probabilmente aveva giocato un brutto scherzo la separazione dei genitori. "E' una malattia che ti porta a sentirti in colpa e inadeguata. Smetti di mangiare per un fattore psicologico più che fisico, ti senti ingombrante. Devo dire grazie a uno psicologo, Roberto Ravera, che mi ha salvata". Fabiana non riesce più a muoversi, ad alzarsi dal letto, a scendere le scale. Qualcuno la deve sempre prendere in braccio. Un giorno lo psicologo le dice di andare in ospedale, per incontrarla, ma lei risponde che non può muoversi.

In un mese 10 chili

"In un mese ho perso dieci chili, ormai ero dentro la malattia, con la mente offuscata. Alla fine mi hanno ricoverata in rianimazione, con il sondino, flebo e cavetti sul petto. Ciò che mi ha svegliato è stata la frase di una dottoressa la quale mi aveva fatto capire, che avrei potuto non superare la notte, in quanto avevo abbandonato le cure e la mia situazione era peggiorata. Non volevo più farmi aiutare, il mio unico obiettivo era quello di sparire". Questa situazione di malnutrizione, aveva portato Fabiana a un livello di deperimento organico: "Avevo il fegato mal messo, non mangiavo e camminavo più. Il mio braccio sinistro era completamente paralizzato".

Dopo due settimane in Rianimazione

trascorre circa tre mesi in Medicina, ma a differenza di prima, Fabiana ora vuole impegnarsi a tornare come prima. "Volevo prendere peso e tornare a casa. Era come se fossi rinata e oggi sono totalmente un'altra persona. Quando penso a quel periodo non sembro neanch'io. E' stato qualcosa di talmente doloroso che il mio cervello cerca di rimuovere. Quando mi hanno detto che avrei potuto non superare la notte, mi sono svegliata da questo torpore. Ho preso il coraggio e mi sono affidata a persone competenti: lo psicologo Ravera e la dottoressa Stefania De Montis, nutrizionista dell'Asl di Sanremo".

La seconda vita di Fabiana

comincia, quando l'Asl compila il foglio con su scritto che non è più affetta da anoressia nervosa. Alcuni mesi fa si è trasferita in provincia di Roma, dove lavora e vive con il proprio fidanzato. "Il mio sogno è diventare personal trainer. Poco per volta sono riuscita a prendere forma e oggi peso cinquantasei chili. Tutti pensano che l'anoressia sia la classica malattia delle modelle, influenzate dai social, che vogliono perdere peso per sentire più belle e adeguate. In realtà non è così: per me, come per tante altre persone, tutto è partito da un malessere interiore. A volte, è l'unico modo per esprimere quanto stai male".

Nonostante tutto, anche Fabiana è giunta al punto di calcolare le calorie e di vedersi ossessivamente allo specchio. Il consiglio a chi soffre di questa patologia o di un grosso esaurimento emotivo? "Fatevi aiutare da persone competenti, perché da soli non si può uscire. Bisogna trovare il coraggio di parlare e di capire da dove proviene il proprio disagio. Assieme al mio ragazzo, mi sono posta degli obiettivi e quando guardo le vecchie foto: non è tanto la magrezza che mi colpisce, quanto lo sguardo e non vorrei più tornarci".

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Pubblicato da Vienidamerai su Lunedì 23 dicembre 2019

 

 

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