Finge violenza sessuale per mascherare assenza ingiustificata al lavoro

La donna raccontava di non ricordare nulla della serata e di aver visto sul suo corpo diverse ecchimosi di cui non sapeva fornire spiegazioni

Finge violenza sessuale per mascherare assenza ingiustificata al lavoro
Sanremo, 03 Gennaio 2020 ore 16:45

Violenza sessuale

Una donna peruviana, di 29 anni, che aveva simulato una violenza sessuale, per giustificare l’assenza ingiustificata al lavoro, dovuta a una notte di bagordi, è stata denunciata dalla polizia con l’accusa di procurato allarme.

Tutto ha avuto inizio qualche giorno fa, quando la giovane si è recata in commissariato a Sanremo, riferendo di aver avuto un vuoto di memoria di quasi ventiquattro ore e di essersi ritrovata, dopo una serata trascorsa con amici in un locale del centro matuziano, su una panchina della stazione di Ventimiglia, dove un’anziana donna, vedendola spaesata, si era offerta di riaccompagnarla a casa.

La ventinovenne ha detto di non ricordare nulla della serata e di aver visto sul proprio corpo diverse ecchimosi, delle quali non sapeva fornire spiegazioni. Temendo di essere stata vittima di violenza sessuale e non trovando più i suoi effetti personali e il proprio cellulare, aveva così deciso di rivolgersi alla polizia. Partono le indagini e, grazie anche all’esame delle immagini delle telecamere cittadine, i poliziotti riescono a mappare tutti gli spostamenti della donna.

I primi dubbi circa sull’accaduto si hanno in ospedale, quando dagli accertamenti medici non emerge alcun particolare che possa far presumere a una violenza. Inoltre, dalle testimonianze acquisite, la polizia appura che la donna aveva trascorso la serata in un locale fuori provincia e, dopo una crisi di gelosia, alla vista di un suo ex fidanzato, aveva iniziato a bere alcolici in maniera smodata.

A fronte della sbornia, la ventinovenne aveva probabilmente dormito a lungo, tanto da non riuscire nemmeno a recarsi a lavoro il giorno successivo. Proprio per paura dell’assenza ingiustificata dal lavoro, aveva inventato di essere stata violentata. Così è stata denunciata e affidata in cura a uno psicologo per meglio approfondire le problematiche del caso.

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