Cronaca
SANITÀ

"Il caos liste d'attesa in Liguria"

Il consigliere regionale Luca Garibaldi fa il punto nelle nostre aziende sanitarie

"Il caos liste d'attesa in Liguria"
Cronaca 23 Maggio 2022 ore 14:53

Caos liste d'attese in Liguria, parla il consigliere regionale Luca Garibaldi.

Scrive Garibaldi:

"Pochi giorni fa sul Corriere della Sera è comparsa una inchiesta sulle liste d'attesa nelle regioni italiane. Ne abbiamo parlato più volte e il quadro che emerge è di grande preoccupazione e, nei fatti, di un piano nazionale inapplicato. Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato un miliardo di euro in più per il recupero del pregresso: un supporto fondamentale, ma serve un controllo e una azione regionale chiara che ad oggi manca. Nonostante la propaganda quotidiana del nostro Presidente di Regione, che vive in una bolla fatta di selfie, fuochi d'artificio e tagli di nastri, i dati delle liste d'attesa restano devastanti.

Aprendo i siti delle ASL sulle liste di attesa, questi sono i risultati delle ultime rilevazioni (19 maggio) per le prestazioni brevi, quelle da svolgere entro 10 giorni dalla richiesta: 527 giorni (un anno e mezzo) per una elettromiografia semplice in ASL 5, 423 giorni, più di un anno, per una colonscopia nella ASL 4, 146 giorni per un Holter in ASL 3, 123 giorni per un fundus oculi in ASL 2, 91 giorni per un Eco ostetrica nella ASL 1.

E i dati citati sono quelli delle prestazioni brevi, non degli esami programmati, per cui si supera quasi di regola l'anno di attesa. Un meccanismo che produce due risultati: da un lato molti sono costretti a rivolgersi al privato o ad andare fuori regione; dall'altro una maggiore pressione sui pronto soccorso, con molti accessi di codici verdi e bianchi che si potevano risolvere con esami specialistici.

Un circolo vizioso, della cui gravità tutti gli operatori hanno consapevolezza, tranne la Giunta Regionale, che continua imperterrita a snocciolare come un successo l'operazione Restart Sanità e l'utilizzo di oltre 24 milioni di euro per l'abbattimento delle liste d'attesa; gran parte dei quali sono però finiti ad acquistare prestazioni private, più che a rafforzare il pubblico".

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