Cronaca

"Immigrati in Liguria, sostenete le famiglie di Ponte Morandi"

Ponte Morandi: Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione si unisce al cordoglio

"Immigrati in Liguria, sostenete le famiglie di Ponte Morandi"
Cronaca 14 Agosto 2018 ore 18:21

"Immigrati in Liguria, sostenete le famiglie di Ponte Morandi"

A seguito del tragico crollo, avvenuto in tarda mattinata, del viadotto autostradale conosciuto come Ponte Morandi, sull'A10, a Genova , anche il Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione si unisce lanciando uno struggente messaggio di solidarietà. Ecco le parole del presidente Aleksandra Matikij.

"In vent'anni di regolare residenza a Genova, mai si è vista una tragedia grande come questa di oggi che porta con sé oramai 35 vittime, di cui purtroppo anche una bambina, finora accertate durante il crollo del ponte Morandi sulla A10 di stamattina. Un nodo in gola, davanti ad un avvenimento tanto drammatico e doloroso anche per noi, ed oggi nel nome del nostro "Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione" vogliamo fare un Appello a tutti gli Immigrati a Genova e di tutta la Liguria: diamo il nostro Sostegno, siamo solidali con le famiglie delle vittime e con la comunità del posto".

" Personalmente, in quanto senza alcuna malattia infettiva, ho chiamato ben due volte l'Ospedale San Martino, riuscendo e di già a fissare un appuntamento per giovedì 16 agosto a Monoblocco, al piano terra al reparto trasfusionale in modo da poter donare il mio sangue per chi è stato ferito. Mi permetto di segnalare il numero, comunque pubblico, che è 0105552798/3634, per chi come me può soccorrere in questo modo"

"Ben vengano ora tutti quei Migranti accolti che hanno fatto il corso della protezione civile - commenta la Presidentessa del Comitato Aleksandra Matikj -  ma quello che davvero spaventa è come pure io, così come diversi miei Amici Italiani e Compaesani, sarebbero potuti finire su quel dannato ponte e ci chiediamo, increduli, di come è possibile che non siano state prese le misure di protezione e di prevenzione da chi di competenza. Si tratta di un accaduto che si sarebbe potuto benissimo evitare se le Istituzioni avessero svolto in tempo il proprio lavoro e dovere. La responsabilità dovrebbe pur essere di qualcuno, la Procura di Genova indaghi. Io sono stata fortunata ma cosa si può dire, come spiegare, quanto successo a quelle famiglie di chi in data odierna ha perso i propri cari? Noi, Migranti genovesi e liguri, esprimiamo la nostra più profonda vicinanza e le sincere Condoglianze, personalmente so cosa si prova a perdere tra le macerie qualcuno, siamo Profughi di guerra, in Serbia persi mio padre così. So che non è abbastanza, perché in nessun modo possiamo ridare ai parenti i loro figli, le loro mogli, i loro nonni, ma crediamo che con tutti noi uniti alla comunità del posto, insieme, possano raccogliere la forza per superare questo momento tanto difficile. Lascio a disposizione, per qualsiasi richiesta di aiuto, se possiamo davvero più che volentieri: comitato.no.discriminazione@gmail.com e ringrazio tutte le Comunità straniere che stanno collaborando in questo momento per far sì che questa bellissima città possa fermare questa spaventosa ferita. Inoltre, senz'altro saremo presenti ai funerali delle vittime, per portare i fiori e per stringere le mani ai familiari, è il minimo.»

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