Cronaca
la svolta dell'eliseo

La Corsica a ferro e fuoco convince Macron: "Pronti a trattare l'autonomia"

A scatenare la rivolta con decine di migliaia di corsi che invocano l'indipendenza il tentato omicidio in carcere del loro leader Yvan Colonna, tuttora in coma

La Corsica a ferro e fuoco convince Macron: "Pronti a trattare l'autonomia"
Cronaca 17 Marzo 2022 ore 13:01

Nella vicina Corsica si annuncia una svolta epocale. Nelle scorse ore il presidente francese Emmanuel Macron ha aperto chiaramente all'ipotesi dell'indipendenza, da sempre reclamata dai movimenti separatisti dell'isola, mai sopiti completamente, e al centro da giorni di pesanti disodini, con assalti, incendi, rivolte e arresti nelle principali citta dell'isola, e in particolare tra Corte, Bastia e Ile Rousse, da sempre le piazze più calde dell'indipendentismo. "Statu francesu assassinu" recitano decine di striscioni con il volto del leader indipendentista Yvan Colonna, in fin di vita dopo l'aggressione in carcere ad Arles.

L'indipendenza alla Corsica, tra volontà reale e strategia elettorale

Secondo i media transalpini l'invio, da parte di Macron, del ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, a "trattare sulle richieste di indipendenza" è un chiaro segnale della volontà dell'Eliseo di aprire un capitolo nuovo. "Siamo pronti ad arrivare fino all'autonomia" ha detto chiaramente Darmanin, sollevando un polverone.

I detrattori del Presidente francese, infatti, imputano la svolta a un mero interesse elettorale e lo accusano di opportunismo. In Francia si vota al primo turno delle presidenziali fra circa 25 giorni.  E chiaramente è interesse di Macron di arrivarci dopo aver sedato l'onda di violenza a manifestazioni sull'isola.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone, persone in piedi, folla e attività all'aperto

Le proteste esplosa dopo l'aggressone in carcere del leader autonomista Yvan Colonna, in coma

La goccia che ha fatto nuovamente traboccare il bollitore del separatismo corso è un episodio circoscritto: l'aggressione in carcere, ad Arles, nel Sud della Francia, dello storico leader separatista Yvan Colonna, detenuto dal 1998 con l'accusa di terrorismo e in particolare dell'omicidio del prefetto di Ajaccio Claude Erignac. Non a caso, da ieri, proprio ad Ajaccio è arrivato il ministro Darmanin.

Colonna, che per i corsi più esagitati (ma non solo) è considerato alla stregua di un eroe della battaglia per l'indipendenza, stava scontando ad Arles una condanna all'ergastolo. Ora è in coma, dopo essere stato letteralmente strangolato da un altro detenuto, suo compagno di cella, descritto dalle autorità francesi come un foreign fighter africano e a sua volta condannato per terrorismo di matrice islamica.

A scatenare la furia dell'uomo contro Colonna sarebbero state proprio delle offese di quest'ultimo rivolte alla figura di Maometto. Per i manifestanti la colpa è del Governo francese che non ha tutelato Colonna adeguatamente. Martedì scorso, nella sola Bastia, sono scese in piazza circa 10mila persone, c'è stato un tentato assalto al tribunale, una settantina di persone, tra cui oltre 40 gendarmi, sono rimaste ferite. Decine gli arresti.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante muro di mattoni, attività all'aperto e il seguente testo "STATU FRANCESE"

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