Cronaca
il pestaggio di ryan

La difesa del nonno acquisito passa al contrattacco: "Il mio cliente aggredito, ma qualcuno potrebbe ricredersi"

Insulti e spintoni alle Poste per Luigi C.. L'avvocato dell'anziano annuncia querela e scrive ai giornali: "Condizioni psicofisiche del cliente unica ragione che mi spinge a parlare"

La difesa del nonno acquisito passa al contrattacco: "Il mio cliente aggredito, ma qualcuno potrebbe ricredersi"
Cronaca Ventimiglia, 11 Gennaio 2023 ore 09:00

L'avvocato difensore di Giovanni C., il 75enne nonno acquisito del piccolo Ryan sarebbe stato aggredito e insultato mentre si trovava alle Poste nel centro di Ventimiglia. Lo rivela il suo avvocato Maria Spinosi con una nota ai giornali in cui annuncia l'intenzione di sporgere una denuncia-querela per il momento nei confronti di ignoti. Il legale lascia intendere - al momento senza formulare chiari elementi di prova a supporto, ma facendo ampio ricorso al condizionale - che le indagini in corso potrebbero rivelare situazioni o retroscena a vantaggio del suo cliente, che come noto è accusato, insieme alla nonna del bambino, di lesioni dolose gravissime. L'uomo, lo scorso 19 dicembre, avrebbe picchiato brutalmente il bambino provocandogli la frattura di otto vertebre, lesioni alla milza e a un polmone, la frattura di un braccio.

LA PRIMA DICHIARAZIONE DELLA DIFESA SUL CASO DEL PICCOLO RYAN

 

Titola così la mail inviata questa mattina ai giornali dall'avvocato di Giovanni C., Maria Spinosi, che scive testualmente:
"A questo punto, dopo che il carrozzone mediatico irresponsabilmente alimentato da più parti ha condotto ieri alla vile aggressione del mio assistito nel centro di Ventimiglia (episodio per il quale verrà sporta apposita denuncia-querela), diventa necessario rilasciare la prima dichiarazione. La realtà è ben più complessa di quella sinora riportata, tanto è vero che le indagini sono tuttora in corso e potrebbero anche riservare delle sorprese. Chi è giunto a conclusioni affrettate o, peggio, ha apostrofato il mio assistito con epiteti offensivi, dunque, potrebbe doversi ricredere.
Le condizioni psicofisiche del mio cliente sono l’unica ragione che mi ha spinto a parlare. Chiedo, rispettosamente, a tutti di sospendere il giudizio e di attendere la conclusione delle indagini".
Avv. Maria Spinosi
(Studio legale Mazzola)
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