Cronaca

La Liguria resta zona gialla, Toti: "Dati in discesa, miglioramento su tutti i fronti"

Si è ridotto l’ingresso di nuovi pazienti ed è continuata a crescere la dimissione, sempre più rapida, dei soggetti con il Covid

La Liguria resta zona gialla, Toti: "Dati in discesa, miglioramento su tutti i fronti"
Cronaca Imperia, 19 Febbraio 2022 ore 08:47

“Prossima settimana Liguria ancora in zona gialla, ma i dati sono in discesa e fanno registrare un miglioramento su tutti i fronti, sia per quanto riguarda l’incidenza di nuovi positivi, sia per i ricoveri in media intensità e in terapia intensiva”. Lo comunica il presidente di Regione Liguria e assessore alla sanità Giovanni Toti facendo il punto sull’andamento della pandemia e sui vaccini.
Diminuisce di un quinto infatti rispetto al picco di fine gennaio l’incidenza media settimanale di nuovi positivi su 100.000 abitanti. Dalla settimana scorsa si passa da 931 agli attuali 635 nuovi positivi. Nelle ultime due settimane diminuiscono anche del 46% i ricoveri ospedalieri. Si è passati da 87 nuovi ricoveri del 17 gennaio agli attuali 41. Dal 25 gennaio ad oggi diminuiti del 36% i ricoveri in media intensità e dal 9 gennaio in terapia intensiva i pazienti sono diminuiti del 43%. Filippo Ansaldi, direttore generale di Alisa: “Il trend di sensibile diminuzione che si osservava dall’inizio del mese è confermato anche questa settimana: dopo il plateau di una decina di giorni nell’ultima parte del mese di gennaio, stiamo osservando una netta diminuzione dell’incidenza che oggi è pari al 20% di quella che si osservava durante il picco di questa ondata. Il dato più rilevante, quello della pressione ospedaliera. I mostra un trend corrisponde a quello dell’incidenza. Da due settimane osserviamo una diminuzione del 46% dei ricoveri rispetto al plateau: vuol dire che i nuovi ricoveri sono sostanzialmente la metà rispetto a quelli di fine gennaio. Questo si riflette sia sulla media intensità (-36% rispetto al plateau) che sulle terapie intensive (-43%). Pur con profili diversi, si osserva come il calo sia decisamente significativo. Diminuiscono anche le proporzioni di occupazione dei posti letto: abbiamo l’11% per le terapie intensive. E il 28% per la media intensità. Ci avviciniamo molto all’indicatore da zona bianca, pur restando ancora superiore. Osservando il confronto con le altre regioni, siamo sostanzialmente in linea con la media nazionale. Per quanto riguarda le coperture vaccinali, la domanda è diminuita: abbiamo circa 40.000 dosi somministrate alla settimana, con tassi di copertura per le dosi aggiuntive ormai prossimi al 90%”.Angelo Gratarola, responsabile Dipartimento interaziendale regionale di emergenza-urgenza e direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Policlinico San Martino
“Nell'ambito del continuo calo dell'incidenza è evidente la riduzione dei ricoveri in media intensità e anche in terapia intensiva, seppur in quest'ultima con minore velocità per la complessità dei casi clinici e per la presenza di pazienti affetti da patologie critiche che necessitano di rianimazione ma che risultano occasionalmente positivi al Sars-CoV-2”.

Situazione tranquilla

Matteo Bassetti, responsabile del Dipartimento interaziendale regionale di Malattie Infettive e direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino: “In Malattie Infettive la situazione è tranquilla, prova ne è che in questo momento, su 17 posti letto Covid a disposizione, solo 3 sono occupati. Da tempo abbiamo riconvertito buona parte dei letti destinati al Covid alle altre malattie infettive. Come già detto una settimana fa, in questo momento oltre il 90% dei posti letto in Malattie Infettive sono occupati da pazienti non Covid ma con altre patologie, verso la cui cura ci siamo sempre indirizzati e sempre più continueremo a farlo. La situazione, non solo nel reparto di Malattie Infettive del San Martino, ma in quelli di tutta la Liguria, è di assoluta tranquillità. Si è ridotto di molto l’ingresso di nuovi pazienti ed è continuata a crescere la dimissione, sempre più rapida, dei soggetti con il Covid. Questo è frutto anche di una maggiore abilità nella gestione dei casi Covid, almeno per quanto riguarda il Policlinico San Martino, che ci ha permesso e ci permette tutt’ora di avere degenze medie molto più brevi rispetto a quello che avveniva anche nel recente passato. Da poco abbiamo inoltre pubblicato un articolo, disponibile su PubMed, che dimostra come, confrontando la prima con la seconda ondata, ci sia stata una riduzione significativa della mortalità di oltre il 50%; un dato evidentemente legato anche ad una maggior maneggevolezza dei farmaci e ad una sempre migliore gestione dei pazienti Covid. Si è infine ridotto anche l’utilizzo degli antivirali orali e dei monoclonali, a fronte di una minor richiesta di uso degli stessi, essendo meno le persone contagiate che potrebbero necessitare di questi farmaci”.

I dati sulle vaccinazioni

“Per quanto riguarda la media giornaliera di vaccini degli ultimi sette giorni siamo a quota 5244 – dice il presidente Toti – Nelle ultime 24 ore sono state somministrate 5.144 dosi e negli ultimi sette giorni somministrate 36.710 dosi per le differenti fasce di età. Numeri molto importanti che testimoniano lo sforzo che il nostro servizio sanitario continua a compiere”. Intanto ammontano a 1.274.872 degli over 5 i vaccinati in Liguria con almeno una dose pari all’87,12% e a 896.453 i vaccinati con dose booster pari a 64,80% degli over 12. La percentuale di vaccinati nella popolazione over 50 con almeno una dose è del 91%, nella fascia 5 – 11 il 28% risulta vaccinato con almeno una dose, nella fascia 12 – 19 risulta vaccinato il 90%, percentuale che sala al 94% nella fascia 20-29 anni, fino ad arrivare al 98% di vaccinati con ameno una dose nella fascia over 80.Per quanto riguarda le dosi booster il 64% della fascia 12 – 19 risulta vaccinato, i 70% della fascia 20-29 anni, il 74% della fascia 30 – 39 anni, l’81% di chi ha tra i 40 e i 49 anni, l’88% di coloro che hanno tra i 50 e i 59 anni, il 90% della fascia tra i 60 e i 69 anni, il 92% della fascia 70-79 anni, l’88% degli over 80.

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