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Villaregia

La “secca” di Santo Stefano a nuova vita con il progetto Sea-Ty

Presentato questa mattina il grande progetto per la valorizzazione e tutela del tesoro che Santo Stefano ospita nel suo mare

La “secca” di Santo Stefano a nuova vita con il progetto Sea-Ty
Cronaca Villaregia, 22 Aprile 2021 ore 15:19

È stato inaugurato questa mattina, in occasione della Giornata della Terra, a Santo Stefano al Mare, il progetto Sea-Ty dell’European Research Institute di Torino che ha come obiettivo la valorizzazione e la protezione della “secca” al largo del borgo della Villaregia e del vasto posidonieto, a pochi chilometri di distanza dal bagnasciuga.

 

Il progetto Sea-Ty

Il progetto racchiude nel nome un gioco di parole che descrive le finalità del programma, vincitore di un bando della Compagnia di San Paolo, finanziato per 29mila euro. Lo scopo è quello di portare il mare, in particolare una delle “secche” più grandi d’Europa, che si estende verso Sud per 8 km, nella quotidianità dei cittadini, esattamente come ogni altro “elemento” della città, piazze, chiese e vie. Sea-Ty, che divulgherà tra i cittadini I pregi di un territorio dalla biodiversità incredibile e dal grande valore ambientale, terminerà a marzo 2022.

 

Presenti all’inaugurazione il responsabile del progetto, il dottor Franco Borgogno, la biologa marina Monica Previati, il vicesindaco di Santo Stefano al Mare, Donato Piccirilli e il consigliere comunale con delega all’ambiente Remo Ferretti.

 

Le iniziative

Il primo passo del progetto Sea-Ty sarà un’intensa opera di pulizia delle spiagge del borgo della Villaregia, venerdì 23 aprile. Successivamente, sarà il turno di tre missioni “subacquee”, una a giugno, una a luglio e una a inizio settembre, che non solo documenteranno la secca, ma si prodigheranno alla rimozione delle “reti fantasma”, ossia gli strumenti che per qualsiasi motivo vengono abbandonate in mare dai pescatori e che a lungo andare, complici le forti correnti da levante verso ponente, possono danneggiare il delicato ecosistema (che, comunque, gode di ottima salute), impattando sul fondale.

 

Sono previsti anche incontri pubblici, nel corso dell’estate, per avvicinare i cittadini e i turisti al grande patrimonio che hanno a pochi chilometri di distanza e per divulgare le attività del progetto. Sarà anche avviata una campagna informativa, con una cartellonistica dedicata, sulla Poseidonia, la pianta acquatica che da sola fornisce il 30% dell’ossigeno del pianeta terra. Per il posidonieto di Santo Stefano, uno dei più grandi del Mediterraneo, un polmone verde del “Mare Nostrum”, si parla di circa 16 litri di ossigeno al metro quadro per giorno. L’attività di divulgazione proseguirà anche nelle scuole.

 

“Il mare inizia sulla terra che calpestiamo”

 

“È un occasione – spiega Borgogno – per ricordare che la terra è ricoperta per 3/4 dall’acqua e che il mare inizia sulla terra che calpestiamo. Inizia dai tombini, per la strada, dal nostro rubinetto che è il collegamento diretto verso il nostro mare. Respiriamo, beviamo e mangiamo con il mare, anche un uomo che abita in Valle d’Aosta e non ha mai mangiato pesce in vita sua. Lavorare su questi temi – continua – è lavorare per il benessere delle persone. Spesso è troppo scontato il valore che diamo al mare – conclude -, che va ben al di là della percezione diretta”.

 

“Il primo passo è conoscere il mare”

“Il Mar Ligure – spiega la biologa marina Monica Previati, toscana di origine, ma trasferita a ponente dopo essersi innamorata proprio della secca di Santo Stefano e le sue Gorgonie – è stato esplorato solo per il 5%. Il resto è ancora sconosciuto. Pensavamo che il mare fosse una risorsa infinita – prosegue – invece, recentemente la comunità si è resa conto che anche il mare è in pericolo. Da qui l’esigenza di conoscerlo, che è il primo passo per la salvaguardia.”

 

“La vera ricchezza”

Il vicesindaco Piccirilli ha ricordato come il mare sia effettivamente la vera ricchezza del borgo, dopo la crisi irreversibile della floricoltura. “I nostri turisti – chiosa – possono dirsi privilegiati: quando fanno il bagno a Santo Stefano fanno il bagno in un mare pulito e ossigenata, grazie alla posidonia. Queste iniziative – spiega – si ricollegato alle attività del Museo del Mare, che a breve posizionerà una nuova meda elastica e realizzerà una sorta di museo a cielo aperto”.

 

Tutela dell’ambiente

Infine, il consigliere Remo Ferretti ha ricordato la forte vocazione marinara di Santo Stefano, un paese di pescatori e di “muretti a secco”. L’impegno è chiaro “Comune per la salvaguardia dell’ambiente affinché le nuove generazioni godano di questo”

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