LA TRUFFA DEL PORTO DI IMPERIA: CHIESTI 6 ANNI PER CALTAGIRONE IN APPELLO/ LA REQUISITORIA A TORINO

LA TRUFFA DEL PORTO DI IMPERIA: CHIESTI 6 ANNI PER CALTAGIRONE IN APPELLO/ LA REQUISITORIA A TORINO
09 Gennaio 2017 ore 16:53

Imperia – Una condanna a 6 anni e 2000 euro di multa è stata chiesta, oggi, dal pg della Corte di Appello di Torino, Giancarlo Avenati Bassi, nei confronti del costruttore Francesco Bellavista Caltagirone (ex amministratore della società Acquamare srl, assolto in primo grado), al processo in Appello per la truffa ai danni dello Stato, a margine della costruzione del porto turistico di Imperia, la cui concessione demaniale all’epoca dei fatti era della “Porto Imperia spa” (società con soci al 33 per cento: Acquamare srl, Imperia Sviluppo e Comune di Imperia).

Nove, in totale, le richieste: sette di condanna e due di assoluzione per intervenuta prescrizione. Le altre condanne sono state chieste nei confronti dell’ex amministratore delegato di Acquamare srl, Andrea Gotti Lega, sono stati chiesti 4 anni e 1.500 euro di multa; 3 anni e 1.000 euro per Carlo Conti, l’ex direttore generale del Comune di Imperia ed ex Presidente di Porto di Imperia spa; 2 anni e 6 mesi e 1.000 di multa per Stefano Degli’Innocenti, ex manager del gruppo Acqua Marcia; 1 anno e 4 mesi e 800 euro per Paolo Calzia, l’ex direttore generale del Comune di Imperia ed ex presidente della Porto di Imperia spa; 1 anno e 6 mesi e 750 euro per l’allora rappresentante legale di Acquamare, Delia Merlonghi; un anno per l’allora direttore dei lavori del porto, Emilio Morasso.

Nei confronti della società Acquamare srl il procuratore generale ha chiesto una sanzione a un milione di euro e la confisca di beni per 50 milioni, quale profitto del reato. La prescrizione è stata chiesta per Domenico Gandolfo, ex amministratore di Porto di Imperia spa ed Ilvo Calzia, dirigente dell’Urbanistica del Comune di Imperia. Calzia, tra l’altro, è stato l’unico a chiedere di essere risentito per risottolineare il corretto agire durante la conferenza di servizi oggetto del reato.

Molti dei capi di imputazione – tra cui quelli di abuso d’ufficio e altri reati – sono stati soggetti a prescrizione e le richieste hanno riguardato, a vario titolo, unicamente le ipotesi di truffa e falso, per fatti avvenuti entro il 31 dicembre 2008 (dopodiché è intervenuta la prescrizione). Secondo l’accusa la costruzione dell’infrastruttura venne viziata da una catena di irregolarità che portarono ad alzare i costi iniziali fino a 140 milioni.

Fabrizio Tenerelli


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