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Le Partite Iva scendono in piazza davanti alla Prefettura di Imperia. Foto e interviste

Sono una quarantina le partite Iva, ma anche i dipendenti di aziende imperiesi, aderenti al Movimento Imprese Italiane, che hanno manifestato

Le Partite Iva scendono in piazza davanti alla Prefettura di Imperia. Foto e interviste
Cronaca Imperia, 21 Dicembre 2020 ore 19:59

Le Partite Iva scendono in piazza davanti alla Prefettura

Sono una quarantina le partite Iva, ma anche i dipendenti di aziende imperiesi, aderenti al Movimento Imprese Italiane, che hanno manifestato, verso le 19, a Imperia, davanti all’ingresso della Prefettura, per rivendicare io diritto al lavoro e per chiedere al governo di riconoscere “zona gialla” la Liguria.

“Visto che la Liguria ha un indice Rt di 0,7, non riusciamo a capire per quale motivo la Liguria debba tornare in zona rossa – ha affermato Maurizio Pinto, presidente del movimento – dopo che non lo è mai stata anche quando la situazione epidemiologica era ben più grave di adesso. Quindi noi non possiamo assolutamente tollerare una situazione del genere senza lanciare un segnale: noi non possiamo accettare una situazione simile”.

“I dpcm e i decreti legge del governo sono illegittimi e incostituzionali”

Dure anche le parole del vice presidente Alessio Graglia: “I dpcm e i decreti legge del governo sono illegittimi e incostituzionali come già riconosciuto da diversi giudici in Italia, di conseguenza a quali ipotesi di reato si fa riferimento se non esiste nemmeno suddetta legge che possa essere violata? Esortiamo il governo italiano affinché rispetti la costituzione italiana e se per questo dovremmo essere indagati e subire regolare processo, ci dichiareremo colpevoli davanti a un giudice. Oltre a tutto ciò, rivendichiamo i nostri diritti civili, volgiamo esercitare il nostro diritto al lavoro come recita la costituzione”.

“Vogliamo vivere la nostra socialità. Vogliamo dare da mangiare alle nostre famiglie”

Prosegue: “Vogliamo vivere la nostra socialità. Vogliamo dare da mangiare alle nostre famiglie. Rivendichiamo quelli che sono i diritti basilari e sacrosanti di ogni cittadino in virtù del fatto che l’emergenza sanitaria non esiste realmente, che i numeri sono manipolati e che il Covid-Sars-19 è una sindrome influenzale curabile con un tasso di letalità bassissimo, e la nostra compressione dei nostri diritti è diventata un sopruso, un abuso e una prevaricazione ingiustificata”.

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