Cronaca

L'ex assessore Mario Tommasini ai lavori socialmente utili in Croce Verde

I fatti risalgono al 2014 e riguardano una truffa ai danni di un collezionista d'arte

L'ex assessore Mario Tommasini ai lavori socialmente utili in Croce Verde
Cronaca Sanremo, 17 Dicembre 2019 ore 08:07

Mario Tommasini ai lavori socialmente utili

Dovrà affrontare tre mesi di lavori socialmente utili alla Croce Verde di Arma di Taggia Mario Tommasini, ex assessore Dc nella giunta di Osvaldo Vento negli anni '80 e titolare di un autosalone. Ieri, il 79enne ex politico e imprenditore sanremese era imputato di ricettazione, nell'ambito di un processo che vede imputati di accuse che prevedono anche i reati di truffa e riciclaggio, per la compra-vendita di un quadro del Canaletto e di altre opere d'arte fnite all'asta a Montecarlo, altri quattro imputati sanremesi: Claudio Barbero, 49 anni, Vincenzo Cutellè, 71 anni, e i fratelli Paolo e Angelo Giannone, 56 e 59 anni. Tommasini ha anche risarcito la vittima del raggiro, un ingegnere lombardo, che aveva dato a Cutellè (che si era presentato come Vincenzo Cutelli) il suo Canaletto per farlo valutare e poterlo vendere, con 7500 euro, tra l'altro pagabili in tre rate.

Tre mesi di servizi utili alla Croce Verde di Arma (oltre a 5mila euro di risarcimento) ottenuti anche da un altro imputato che ha chiesto di risarcire il danno, Claudio Barbero, anche lui sanremese e dipendente di un autosalone.

Gli altri imputati hanno deciso di affrontare il processo attraverso i canali normali.

I fatti avvenuti 5 anni fa

I fatti risalgono al  2014 quando Vincenzo Cutullè (improbabile esperto di arte e finanza con marcato accento calabrese e precedenti per truffa e circonvenzione) si sarebbe spacciato per un promotore finanziario e intermediario nella vendita di opere d’arte, grazie a presunti contatti con Montecarlo, Francia e Inghilterra. Al collezionista avrebbe proposto di occuparsi lui della vendita di una tela del Canaletto, dal titolo “Veduta della chiesa di San Pietro di Castello a Venezia”, comprata qualche anno prima, nel 1987,  a un’asta per 475 milioni di vecchie lire. Cutullè lo  avrebbe ingannato prospettandogli un introito nettamente maggiore se si fosse affidato alla sua mediazione. Il raggirato fu convinto che si potessero realizzare 1,8 milioni di euro. Il collezionista, in seri guai economici, accettò di consegnarglielo per una valutazione e affidò a Cutullè altri dipinti e oggetti preziosi, in particolare un servizio d’argento, un portasigari e un uovo Fabergè, acquistati alle aste di Sotheby’s e Christie’s. Questi ultimi sarebbero  poi stati venduti all'asta a Montecarlo dai fratelli Giannone a fine novembre 2014.  Quanto al Canaletto, dopo la denuncia del collezionista, fu recuperato dai carabinieri nel 2015 a  Firenze. Pare fosse anch'egli destinato a un'asta di Montecarlo.

Mario Tommasini, 78 anni
L'opera del Canaletto Veduta della chiesa di San Pietro di Castello a Venezia, recupeata dai carabinieri
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