Lockdown totale, a chiederlo l’ordine dei medici

"La situazione fra un mese sarà drammatica e quindi bisogna ricorrere subito ad una chiusura totale"

Lockdown totale, a chiederlo l’ordine dei medici
09 Novembre 2020 ore 07:25

La chiusura totale è chiesta dal Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, FNOMCeO, Filippo Anelli, attraverso la pagina facebook dell’ordine

“L’Ordine dei medici chiede un lockdown totale in tutto il paese”

“L’Ordine dei medici chiede lockdown totale in tutto il paese”. Anelli ha acceso un faro sulla carenza di medici specialisti, mentre 23000 medici laureati sono in attesa di potersi specializzare. E le graduatorie sono bloccate per via dei numerosi ricorsi. Anelli chiede, ancora una volta, di ammetterli tutti. “Sarebbe una boccata d’ossigeno per il sistema” ha affermato. Scettico, invece, sullo switch di medici specializzati in altre branche verso la cura del COVID. “Se un oculista deve diventare un internista qualcosa non funziona. La formazione non è un optional”

“O blocchiamo il virus o sarà lui a bloccarci”

“Considerando i dati di questa settimana come andamento-tipo e se li proiettiamo senza prevedere ulteriori incrementi, la situazione fra un mese sarà drammatica e quindi bisogna ricorrere subito ad una chiusura totale. O blocchiamo il virus o sarà lui a bloccarci perchè i segnali ci dicono che il sistema non tiene ed anche le regioni ora gialle presto si troveranno nelle stesse condizioni delle aree più colpite”. Lo afferma all’ANSA il presidente della Federazione degli Ordini dei medici Filippo Anelli: “Con la media attuale, in un mese arriveremmo ad ulteriori 10mila decessi”.

“In certe aree metropolitane il lockdown va fatto subito. Io avrei fatto Napoli zona rossa due settimane fa”. Lo ha affermato Walter Ricciardi, consulente scientifico del ministro della Salute, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. La situazione, ha rilevato, è “drammatica, a volte tragica, in continuo peggioramento. Questa si profila come una tragedia nazionale, sono necessari interventi rapidi”. “Era tutto prevedibile. Con il ministro Speranza già il 6 aprile avevamo preparato un piano che però doveva essere recepito dalle Regioni. Alcune lo hanno fatto, altre no”, ha affermato Ricciardi.

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