IL CASO GIUDIZIARIO

Negata ancora una volta la scarcerazione dell’imprenditore Carlo Carpi

Il magistrato di Sorveglianza di Genova ha rigettato ancora una volta l'istanza di detenzione ai domiciliare dell'imprenditore genovese

Negata ancora una volta la scarcerazione dell’imprenditore Carlo Carpi
Cronaca Sanremo, 18 Luglio 2020 ore 09:14

Negata scarcerazione

Il magistrato di Sorveglianza di Genova ha rigettato ancora una volta l’istanza di detenzione ai domiciliare dell’imprenditore genovese Carlo Carpi, detenuto presso la casa di reclusione di Sanremo. Lo comunica il suo avvocato, Marco Mensi. La richiesta era stata formulata sulla base della legge “Cura Italia” ed in subordine sulla base della L. 199/2010 (cd. Svuota Carceri) .

“Tale rigetto non è sorretto da adeguata motivazione – spiega il legale – poiché come indicato nel mio precedente comunicato stampa sono oggi venuti meno i motivi per cui in passato è stata negata ogni richiesta di misura alternativa alla detenzione, in quanto fondati su atti illegittimi .
In particolare il Centro di Salute Mentale in servizio presso il Carcere di Marassi ha stabilito che il Carpi è un soggetto completamente sano e che non è affetto da alcuna patologia psichiatrica”.

E ancora: “In passato gli stessi magistrati avevano invece ritenuto che la patologia psichiatrica diagnosticata al mio assistito da uno psicologo penitenziario, e non da uno psichiatra…., avrebbe condizionato la sua condotta inducendolo a reiterare il reato di diffamazione. Carpi è stato infatti condannato per i reati di calunnia e diffamazione”.

Prosegue l’avvocato: “Tale diagnosi è stata poi completamente confutata dal Centro di Salute Mentale del Carcere facendo cadere ogni dubbio in tal proposito. In secondo luogo il Carpi non è più sottoposto a censura della posta (poiché la sua proroga è stata dichiarata illegittima dal Tribunale di Sorveglianza) e, pur potendolo fare, non ha più inviato alcuna lettera ad organi di stampa o terze persone”.

Il legale non comprende il motivo per cui il Magistrato continua a sostenere che “nel nostro caso sarebbe possibile il pericolo di reiterazione del reato nell’ipotesi di scarcerazione, quando paradossalmente il Carpi ha più libertà di comunicare all’esterno oggi che si trova detenuto a Sanremo che non se fosse posto in detenzione domiciliare con il divieto tassativo di comunicare con terzi soggetti ad eccezione del suo avvocato e di sua madre”.

La richiesta di svuota carceri (l.199/2010) è stata poi dichiarata inammissibile sul presupposto che sarebbe una mera ripetizione di altre istanze già respinte: “Quando invece presentava ben due novità : l’indicazione di un domicilio diverso ad Imperia presso la sede del Partito Radicale e soprattutto il fatto che il Carpi non è più sottoposto alla censura della posta e pur potendolo fare si è sempre astenuto dall’invio di lettere e missive a terzi soggetti”.

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