Cronaca

Nello smartphone del marocchino: video di cadaveri squartati e pedopornografici

Una pattuglia della Sottosezione Polizia Stradale di Imperia in servizio in autostrada, è intervenuta, domenica scorsa, nella piazzola al chilometro 113, carreggiata nord, nel territorio del Comune di Imperia, per un autocarro in panne.

Nello smartphone del marocchino: video di cadaveri squartati e pedopornografici
Cronaca Imperia, 19 Ottobre 2017 ore 12:54

Un marocchino, di 30 anni, N.Y., residente a Salerno, trovato in possesso di 200 pannelli fotovoltaici, di probabile provenienza furtiva, oltre che di un telefonino contenenti due video dal contenuto pedopornografico e uno particolarmente violento, riproducente cadaveri squartati (secondo il rito funerario tibetano), è stato arrestato dagli agenti della Sottosezione della Polizia Stradale di Imperia.

E' accusato di riciclaggio e detenzione e divulgazione di materiale pedoporografico. Tutto ha inizio, quando una una pattuglia della stradale interviene sull'Autofiori, nella piazzola al chilometro 113, carreggiata nord, all'altezza di Imperia, per un autocarro in panne, alla cui guida c'era il marocchino, che aveva allertato il soccorso stradale.

Dall'esame della banca dati, i poliziotti, diretti dal vice questore aggiunto Gianfranco Crocco, scoprono che il giovane era già stato indagato per furto di pannelli fotovoltaici. Pertanto, scatta la perquisizione.

Gli agenti esaminano il vano di carico dell'automezzo, scorgendo uno strano sbarramento verticale eretto tramite la sovrapposizione di parti di mobilio, dietro il quale si nascondono duecento pannelli fotovoltaici, provento di un furto avvenuto a Pavia. Nella parte retrostante il sedile del conducente, inoltre, scoprono un pacchetto contenente 231 etichette adesive con i dati tecnici da applicare sui pannelli, una volta venduti.

Ma non è tutto. Al momento della perquisizione, il cittadino marocchino è risultato, inoltre in possesso di uno smartphone contenente diversi video. L'attenzione degli agenti si posa subito su un filmato raffigurante una scena in cui alcuni sconosciuti squartavano, con dei coltelli, dei cadaveri.

Si tratterebbe della cosiddetta "sepoltura celeste" antico rito funerario tibetano, ancora oggi praticato da alcune comunità. Il rito prevede che il corpo del defunto venga scuoiato ed esposto agli avvoltoi, che appunto compaiono nel filmato.

Quindi si scopre un ulteriore file pedopornografico, con una bambina della presunta età di 13/14 anni che si spoglia completamente e un terzo video che mostra il selvaggio pestaggio di un bambino per strada, anche questo considerato pedopornografico.

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