LE INDAGINI SUL CASO

Omicidio Ventimiglia: Fedele ucciso con due proiettili di calibro diverso

E' stato ucciso a colpi di arma da fuoco esplosi da due pistole di calibro diverso: Jospeh fedele, 60 anni, l'uomo trovato morto, il 21 ottobre scorso

Omicidio Ventimiglia: Fedele ucciso con due proiettili di calibro diverso
Cronaca Bordighera, 28 Dicembre 2020 ore 19:23

Ucciso con colpi di arma da fuoco di due pistole diverse

E’ stato ucciso a colpi di arma da fuoco esplosi da due pistole di calibro diverso: Jospeh fedele, 60 anni, l’uomo trovato morto, il 21 ottobre scorso in un fossato di frazione Calvo, a Ventimiglia, e per la cui morte è finito in carcere Domenico Pellegrino, 23 anni, di Bordighera, accusato di omicidio con aggravante mafiosa; mentre con l’accusa di favoreggiamento: è finito ai domiciliari Girolamo Condoluci, 44 anni, di Bordighera.

E’ da questo particolare che gli investigatori ritengono che Pellegrino (presunto killer) non abbia agito da solo, ma con la complicità di qualcuno tuttora sconosciuto. Nessuna delle due armi del delitto, tuttavia, è stata finora ritrovata. Secondo gli inquirenti il colpo alla parte sommitale del capo sarebbe stato esploso da una calibro 6.35, mentre il colpo di grazia alla nuca proverrebbe da un’arma di calibro superiore.

Della stessa opinione è anche il medico legale

Della stessa opinione è anche il medico legale che: “dopo avere esaminato la morfologia delle lesioni da arma da fuoco rilevate all’ovoide cranico del cadavere – si legge agli atti – ‘in particolare dalla comparazione del foro di ingresso ubicato in sede (occipitale sinistra) con il foro di ingresso osservato a livello parietale destro in prossimità del vertice’ ne rileva una differenza morfofogica. Il CT afferma trattarsi ‘di lesioni che presentano diametri differenti, che con ragionevole certezza esprimono l’effetto di due colpi d’arma da fuoco esplosi con armi di calibra diverso'”.

E prosegue: “In particolare la lesione ubicata al vertice è riconducibile, in termini di ragionevole certezza, all’azione di un proietto calibro 6.35 (cioè del tipo repertato in occasione dell’autopsia). La lesione (foro d’entrata) invece osservata in regione occipitale sinistra esprime l’effetto di un colpo d’arma da fuoco di calibro diverso, di dimensioni maggiori, dotato di efficienza lesiva sicuramente superiore”.

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