LA RICOSTRUZIONE GIUDIZIARIA

Omicidio Ventimiglia, tramonta l’ipotesi del complice ma resta la matrice mafiosa

Il tribunale del Riesame di Genova ha rigettato il ricorso per levare l'aggravante mafiosa dall'accusa di omicidio nei confronti di Domenico Pellegrino

Omicidio Ventimiglia, tramonta l’ipotesi del complice ma resta la matrice mafiosa
Cronaca Ventimiglia, 18 Gennaio 2021 ore 20:00

Tramonta l’ipotesi del complice ma resta l’aggravante mafiosa

Il tribunale del Riesame di Genova ha rigettato il ricorso per levare l‘aggravante mafiosa dall’accusa di omicidio nei confronti di Domenico Pellegrino, 23 anni, accusato di aver ucciso Joseph Fedele, 60 anni, pregiudicato per reati di stupefacenti, il cui corpo è stato rinvenuto, lo scorso 21 ottobre, in una scarpata di frazione Calvo, a Ventimiglia.

Il giudice ha deciso in base alle anticipazioni di una perizia balistica presentata dal pm della Dda di Genova, Marco Zocco, che se da una parte sembra allontanare l’ipotesi di un complice, in quanto i proiettili repertati sono tutti dello stesso calibro (6.35 Browning), dall’altra però non esclude l’esecuzione in stile mafioso.

Ecco la tesi del giudice, in base alla perizia del pm

I due colpi considerati mortali (alla regione occipitale e alla nuca), dunque, potrebbero aver lasciato un diametro di ingresso differente, non perché esplosi da due pistole di calibro diverso, ma perché esplosi da due distanze differenti, propri come in una esecuzione.

“Tale ulteriore elemento sulle caratteristiche morfologiche – scrive il giudice nella sentenza – farebbe superare l’iniziale pista dell’uso di due pistole di calibro diverso, ma non incide sulla tesi della compatibilità delle ferite con una forma di esecuzione in stile mafioso, anche qualora fosse stata usata una sola arma da parte di un unico esecutore materiale”.

E aggiunge: “La diversità dei fori: quello della regione occipitale è quello alla nuca è spiegabile con la diversa distanza dello sparo e/o con la successione degli spari che, se mirati nello stesso punto, potrebbero causare un foro di dimensioni diverse (…)”. L’avvocato della difesa Luca Ritzu, che alla scorsa udienza del 13 gennaio, aveva sottolineato come la matrice mafiosa fosse frutto: “di una ricostruzione che si basa solo sul dato dell’autopsia”, ha già annunciato che presenterà ricorso per Cassazione.

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