Cronaca

Polstrada "pizzica" camion che viaggia a velocità proibitiva sull'A10/ Denunciato e multato camionista

Un complesso veicolare spagnolo che procedeva a forte velocità, oltre al limite consentito, è stato sottoposto a verifica, martedì scorso, dagli agenti della polizia stradale di Imperia, intervenuti in seguito a una segnalazione al 112.

Polstrada "pizzica" camion che viaggia a velocità proibitiva sull'A10/ Denunciato e multato camionista
Cronaca Golfo Dianese, 29 Settembre 2017 ore 14:56

Un complesso veicolare spagnolo che procedeva a forte velocità, oltre al limite consentito, è stato sottoposto a verifica, martedì scorso, dagli agenti della polizia stradale di Imperia, intervenuti in seguito a una segnalazione al 112.

Il conducente, P.Y., bulgaro, esibiva la documentazione di trasporto dei beni viaggianti; la propria patente di guida; le carte di circolazione di entrambi i veicoli e la stampata dell'attività cronotachigrafica.

Gli Agenti, diretti dal vice questore aggiunto Gianfranco Crocco, esperivano, quindi, le specifiche verifiche, inserendo nel dispositivo cronotachigrafico l'apposita carta di controllo, in esclusivo uso alla Polizia Stradale, dalla quale si è accertato che il conducente, più volte e in diversi momenti, aveva mantenuto una condotta di guida ad una velocità oltremodo smisurata rispetto a quella consentita, (fissata per limite di categoria in max 80 chilometri orari) con eccessi che raggiungevano i 130/131 km/h e comunque costantemente al di sopra del citato valore massimo consentito.

Tale disamina, pertanto, poneva in risalto che il soggetto era solito mantenere velocità esorbitanti manifestando spregiudicatezza alla guida, senza peraltro tenere conto del carico trasportato di 440 quintali. Infatti il giorno precedente, si presume in territorio transalpino/iberico, il grafico marcava nr. 3 punte a km/h 140.

A dimostrazione del corretto funzionamento dell'apparecchio tachigrafico, i pattuglianti con l'autovettura di servizio si ponevano davanti al veicolo industriale imponendo al conducente di mantenere la loro stessa velocità.

In tale circostanza il grafico segnava regolarmente la velocità di 70 km/h, deducendosi la manomissione del tachigrafo attraverso la sospensione a comando da parte del conducente del limitatore di velocità, che per i veicoli immatricolati in Italia è tarato in 80 km/h, mentre per quelli spagnoli, come nel caso di specie, doveva essere tarato a 90 km/h.

Per quanto sopra esposto, i poliziotti avvallavano la tesi dell'alterazione del limitatore tenuto altresì conto che il cambio presente sul trattore stradale oggetto del controllo è di tipo automatico e quindi non consentiva al limitatore di velocità di staccarsi durante la marcia se non mediante l'azione manuale da parte del conducente.

Per cui, all'utente venivano contestati l'art. 179, comma 2 bis e 9 (limitatore di velocità alterato), nonché l'art. 142, 8 comma del C.d.S.(eccesso di velocità). Il conducente bulgaro nel rilasciare le sue spontanee dichiarazioni, in breve, dichiarava che il suo datore di lavoro lo pagava in base ai chilometri effettuati e che avendo caricato a Madrid e dovendo scaricare successivamente a Milano doveva coprire una distanza di circa 1500 nel più breve tempo possibile.

Si evidenzia inoltre che in questi ultimi tempi è notevolmente cresciuto il numero dei conducenti che viaggiano senza rispettare i tempi di guida e riposo ed a velocità proibitive con veicoli composti e con masse di 440 quintali. I conducenti sono spesso costretti a viaggiare nella completa irregolarità con velate minacce di ritorsione da parte dei titolari delle ditte di autotrasporto i quali, in caso di opposizione da parte degli autisti, li inducono a cercarsi un altro posto di lavoro abbassandogli lo stipendio.

Queste irregolarità, oltre a creare un grave e costante pericolo per l'incolumità degli autisti, genera pericolo anche per l'intera utenza della strada. Negli ultimi tempi anche sul territorio autostradale ligure, si sono verificati incidenti stradali che hanno visto protagonisti i veicoli pesanti che per fortuna non si sono trasformati in tragedia, ma che hanno causato danno alle persone e gravato sull'economia del Paese.

Spesso la responsabilità dei datori di lavoro, è diretta, in considerazione del fatto che il veicolo viene considerato luogo di lavoro.
Inoltre, il datore di lavoro, con l'imposizione dell'utilizzo di questo tipo di artifizio ed usufruendo di manodopera straniera, a basso costo, esercita una concorrenza sleale nei confronti degli altri iscritti all'albo, riuscendo a praticare prezzi inferiori rispetto a chi osserva in toto le normative vigenti.

Alla stregua di quanto acclarato, il conducente bulgaro è stato segnalato all' Autorità Giudiziaria savonese, per i reati di cui agli articoli 432 c.p. (attentato alla sicurezza dei trasporti) e 437 c.p. (rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro.

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