Cronaca
Colpo di scena

Porto Vecchio: Tar annulla gli atti del comune

Le parti in attesa di leggere le motivazioni della sentenza

Porto Vecchio: Tar annulla gli atti del comune
Cronaca 19 Dicembre 2022 ore 18:34

Il Tar della Liguria ha deciso per l'annullamento degli atti del Comune riguardo  il progetto di restyling che a suo tempo era stato impugnato  dagli imprenditori Mario  Roberto Piras della Porto di San Francesco srl(Cantiere Navale Riviera). La sentenza potrebbe rappresentare il blocco totale del progetto di restyling del porto per il quale è in corso la  gara d'appalto europea con scadenza al gennaio 2023. Le parti soccombenti, Porto di Sanremo srl e Comune di Sanremo  sono ora in attesa di visionare le motivazioni della sentenza che dovrebbe essere pubblicata entro le prossime due settimane.

 

 

Tar ferma il Porto Vecchio

Lo scorso novembre, la Porto di Sanremo srl, la cordata capitanata dall'imprenditore sanremese Walter Lagorio -che aveva a suo tempo presentato il progetto da 660mila euro- (quello preferito dal Comune e che aveva scatenato il ricorso di Piras), era interamente passata di mano da Lagorio e Porto di Monaco (che avevano il 20%) ai fratelli David e Simon Reuben che hanno anche nella città dei fiori Portosole e l'Hotel de Paris.   Un closing da 13 milioni di euro (oltre 12 in più del "costo" del progetto), il cui importo -coperto dal riserbo tra le parti- era stato rivelato in esclusiva da La Riviera.

 

La Map Sarl e l'acquisto delle quote una settimana prima

Una settimana prima di essere acquistata dal colosso britannico, la Porto di Sanremo srl aveva accolto nell'assetto societario la Map Srl, società monegasca registrata nel luglio del 2022 con capitale sociale di 15mila euro, facente capo a Marco e Pierre Casiraghi (che non hanno bisogno di presentazioni), con l'acquisto del 20% della quota della Cantieri degli Aregai e senza il diritto di prelazione degli altri soci (la Monaco Ports dello zio di Pierre, il principe Alberto Grimaldi in persona). la Map Sarl si era inserita nel quadro societario comprando le quote per 220mila euro, la settimana dopo le rivendeva alla Portosole  per oltre 2 milioni. 

 

 

 

 

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