associazione per delinquere

Riciclavano denaro con vincite al Lotto. 29 tra arrestati e indagati, i capi padre e figlio imperiesi

Francesco e Mario Mura in carcere, obbligo di dimora per l'amico Alessandro Cissello. I rapporti con la 'ndrina Barbaro-Papalia. Sequestrate ville e appartamenti a Imperia

Riciclavano denaro con vincite al Lotto. 29 tra arrestati e indagati, i capi padre e figlio imperiesi
Imperia, 02 Novembre 2020 ore 14:54

Ci sono anche tre imperiesi, tra cui il capo dell’organizzazione, tra i 29 arrestati o indagati a vario titolo destinatari della misura cautelare in carcere (8), agli arresti domiciliri (6) o dell’obbligo di dimora (5 e la sospensioni della funziona pubblica per due esponenti delle forze dell’ordine) e del sequestro tra ville, immobili e denaro per un valore di oltre 25 milioni euro, nell’Operazione Scarface condotta dai carabinieri di Brescia e coordinata dalla Procura distrettuale antimafia.

Le attività illecite di Francesco Mura e i rapporti con la ‘ndrina Barbaro-Papalia

In carcere con accuse che vanno  dall’associazione per delinquere finalizzata al “trasferimento fraudolento di valori” al, “riciclaggio, impiego di denaro beni o utilità di provenienza illecita, autoriciclaggio, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici ed emissione di fatture per operazioni inesistenti“ ci sono finiti in otto, a cominciare da Francesco Mura, 41 anni, ufficialmente nato a Erbusco (Brescia), ma il cui padre, Mario Mura, a sua volta finito in carcere (in quanto “legale rappresentante di TV INNOVATIVE s.r.l., esecutore materiale delle direttive impartite dal figlio Francesco”) è residente a San Bartolomeo al Mare.  Un terzo imperiese finito nei guai è il giovane Alessandro Cissello, 27 anni, (per lui il provvedimento dell’obbligo di dimora nell’abitazione di Imperia) accusato di riciclaggio  in quanto “avvalendosi di parenti e conoscenti – si legge nella misura cautelare – ha fornito a MURA plurime carte di credito da questi impiegate, in concorso con i soci, per drenare gli illeciti profitti accumulati con i reati tributari consumati per il tramite delle società televisive”. A Cissello sono stati sequestrati beni per oltre 43mila euro.

L’operazione dei carabinieri è scattata oggi alle prime luce dell’alba, oltre che nell’Imperiese, nelle province di Brescia, Bergamo, Torino, Cremona, Asti, Savona e Sassari.

Il sistema criminale di Francesco Mura

Secondo gli inquirenti, che hanno tirato le somma nelle scorse settimane di un’indagine durata tre anni, gli arrestati “attraverso un flusso continuo di denaro proveniente dagli spettatori-clienti delle tv specializzate nelle estrazioni del lotto (intestate alla famiglia Mura, ndr), investivano in grandi immobili all’asta (soprattutto nelle più rinomate località turistiche), in tabaccherie, sale scommesse e da gioco riconducibili, nella proprietà e nella gestione, alla ‘ndrangheta. In particolare alla ‘ndrina Barbaro-Papalia insediatasi a Buccinasco”. Da qui l’accusa di aver agito “al fine di agevolare l’attività delle associazioni mafiose” in quanto, sottolineano gli investigatori “pur non risultando affiliato, può considerarsi contiguo” alla ‘ndrangheta.

Sequestrati beni per 25 milioni. Una villa e due appartamenti della famiglia Mura a Imperia

A carico degli indagati è stato effettuato il sequestro per un ammontare complessivo pari a 25 milioni di euro, di tre ville di pregio (una in Costa Smeralda, una a Poggi di Imperia e una a Erbusco, nel Bresciano), quattro appartamenti (uno a Bardonecchia nel Torinese, due a Imperia e una a Rovato nel Bresciano), due negozi nel Bresciano, 39 fabbricati e 14 terreni (alcuni dei quali nelle province di Cremona e Caserta), sei società (di cui 5 televisive e una per servizi finalizzati alla gestione di tabacchi/ricevitorie), due licenze commerciali (tabaccheria/ricevitoria), quattro veicoli (di cui una Porsche Macan, una Mercedes GLA, una Mini Cooper e uno scooter BMW C650 Sport), 36 conti correnti in Italia per un ammontare di 1,5 milioni di euro e 400mila in contanti. Uno dei destinatari della misura cautelare in carcere è stato arrestato anche per detenzione di arma clandestina, dopo che nella sua abitazione è stata trovata una pistola CZ Vzor cal. 7,65 completa di due serbatoi e 70 colpi.

La pistola e i caricatori sequestrati nel corso delle perquisizioni

Il patron delle tv Francesco Mura

Al centro dell’organizzazione  c’è Francesco Mura, imprenditore 41enne come detto con legami famigliari in Riviera (il papà Mario è tuttora residente a San Bartolomeo al Mare) pregiudicato titolare di numerose tv locali e nazionali che trasmettevano le previsioni delle estrazioni del Lotto. Mura, pur se residente ad Erbusco, è nato ad Asti e questo spiega come compaiano anche diversi astigiani nella ramificata organizzazione che aveva messo in piedi, soprattutto  nei ruoli di prestanome di società, attività,  carte prepagate, liquidatori.

Un’immagine delle perquisizioni dei carabinieri

Flussi di denaro che arrivavano dalle telefonate degli spettatori

Al centro del business (e dell’inchiesta) televisioni che ogni giorno registravano trasmissioni cui telefonavano (a pagamento) migliaia di spettatori. Era proprio dal volume delle chiamate che derivavano gli utili delle società che venivano dirottate verso numerose società satellite fittizie, intestate a prestanome, nate con il solo scopo di essere “cartiere”, ovvero di produrre fatture per operazioni inestistenti che servivano a far disperdere il grande flusso di denaro verso carte prepagate intestate anche queste a prestanome. Nel giro di un giorno le somme venivano prelevate in contanti dando così forma al reato di riciclaggio.

 

Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità