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Sclavi chiuso "Non si poteva fare diversamente"

Il post del sindaco: le tappe che hanno portato l'amministrazione ad adottare il provvedimento

Sclavi chiuso "Non si poteva fare diversamente"
Cronaca Taggia, 06 Ottobre 2022 ore 12:31

Il sindaco di Taggia, Mario Conio, interviene tramite un post su Facebook a margine della vicenda che ha visto portare,  fino alla primavera del 2023, lo stadio Ezio Sclavi di Levà alla chiusura. Il tutto per permettere un'intensa opera di riqualificazione per risolvere una volta per tutte, nelle intenzioni del sindaco, le criticità che attanagliano la storica struttura sportiva, cas dell'Argentina Calcio e delle società che ne hanno raccolto il testimone dopo il fallimento del 2018. Ecco l'intervento del sindaco sullo Sclavi chiuso

 

Il post di Conio sullo Sclavi chiuso "nostra responsabilità intervenire"

«Dato che la situazione continua a creare polemiche e discussioni -scrive il sindaco-, credo sia doveroso fare il punto sulla situazione del campo sportivo Ezio Sclavi. Ci tengo a ribadire che le difficoltà emerse non sono da ascriversi al Comune; ma è ora nostra responsabilità farci carico del problema. Il 30 settembre, come Amministrazione, abbiamo preso la sofferta decisione di chiudere la struttura per permettere una serie di lavori necessari così che il campo possa essere pronto per la primavera 2023. La scelta trae ovviamente origine da quanto accaduto negli scorsi anni e in queste ultime settimane».

Le tappe della vicenda

Il sindaco ripercorre le vicende che hanno portato alla situazione attuale: «Dal fallimento dell’Argentina Calcio accaduto nel 2018, sono nate varie società sportive che hanno cercato di ereditare il prezioso testimone. L’Atletico Argentina, l’Argentina Football Club e, nel 2022 la neo-costituita Argentina Arma Calcio Ssd. Tutte, nel corso del tempo, hanno richiesto di poter svolgere la loro attività sul campo Sclavi, così come l’Asd Taggia. Nel 2018 la mia Amministrazione ha affidato il campo alla società Atletico Argentina, con il vincolo di assumersi ogni onere necessario alla manutenzione della struttura stessa. Tale situazione ci porta fino ai mesi scorsi, quando il Comune riceve la richiesta di utilizzo del campo da parte delle tre società, fatta eccezione dell’Argentina Football Club, nel frattempo non più attiva.
Si sono susseguiti una serie di incontri per definire le modalità reciproche di utilizzo e, preso atto che l’unica società del territorio con settore giovanile attivo era l’Asd Taggia, abbiamo deciso di affidare a loro la custodia del campo, condizionandone però la gestione alla possibilità di utilizzo da parte di tutte le società richiedenti».
«Nel frattempo -continua Conio-, a mezzo stampa, l’Argentina Arma Calcio più volte lamentava le cattive condizioni del manto erboso e il fatto che le utenze luce e gas fossero staccate. È corretto ribadire che l’Amministrazione in tutti i provvedimenti di affidamento fatti in questi ultimi anni, a fronte della gratuità del campo, ha sempre richiesto le attività di manutenzione e il pagamento degli allacci in capo alle società utilizzatrici. Il Comune, preso atto delle segnalazioni, ha avviato una serie di verifiche. Giungiamo quindi al 28 settembre scorso, quando l’Asd Taggia ha declinato l’offerta di affidamento tramite Pec ravvisando che la consegna non era stata possibile a causa del protrarsi delle verifiche sugli impianti. Di fronte alle problematiche emerse pubblicamente non abbiamo potuto fare altro che fermare tutto».

"Non è bello, ma non si poteva fare diversamente"

«Non è mai bello interrompere lo sport, ma non si poteva fare diversamente. È stata fatta una scelta di responsabilità - afferma Conio- chiudendo la struttura al fine di programmare una serie di lavori urgenti di messa in sicurezza e adeguamento. Stiamo quantificando l'intera somma necessaria e abbiamo preventivato di riaprire lo Sclavi con la nuova stagione agonistica, nel 2023. In primavera riconsegneremo un campo riqualificato e rinnovato, dove i nostri ragazzi potranno svolgere sport in sicurezza e serenità. Proporremo un bando di affidamento aperto alle società, secondo i dettami della legislazione regionale; la mia speranza -conclude-  è ovviamente che vada a una società del territorio».
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