Cronaca

SENI AL SILICONE RIFATTI A SPESE DEL SERVIZIO SANITARIO AD ALBENGA: INDAGATI 4 MEDICI E 37 PAZIENTI NELL'OPERAZIONE "PLASTICA"

SENI AL SILICONE RIFATTI A SPESE DEL SERVIZIO SANITARIO AD ALBENGA: INDAGATI 4 MEDICI E 37 PAZIENTI NELL'OPERAZIONE "PLASTICA"
Cronaca 06 Marzo 2017 ore 14:47

ALBENGA - Seni al silicone e liposuzioni fatte passare per interventi di natura oncologica, nei guai 4 medici dell’azienda sanitaria di Savona e 37 pazienti (per concorso). I medici indagati sono il primario Giuseppe Pizzonia, il dottor Mauro Ferraro (del quale Pizzonia aveva preso il posto) il dottor Paolo Barello e il dottor Manlio Ottonello, attualmente in servizio all'estero. Sono accusati a vario titolo di peculato, falso ideologico finalizzato alla truffa aggravata

Quasi 600.000,00 euro il danno cagionato alle casse pubbliche - sottolineano dalla Guardia di Finanza - Le indagini sono state avviate a seguito di un normale controllo in materia di spesa sanitaria Oltre 200 i casi clinici dei poli ospedalieri di Albenga (SV) e Pietra Ligure (SV) passati al setaccio dai militari del Comando Provinciale di Savona coordinati dalla locale Procura della Repubblica. Completamente gratuite per i fortunati pazienti, le “prestazioni” professionali venivano caricate tutte sul S.S.N. dai chirurghi interessati: e così una liposuzione nella cartella clinica veniva certificata come necessaria a causa di “calo ponderale importante”, una rinoplastica come “risoluzione di gravi difficoltà respiratorie”, innesto di protesi mammarie, come interventi di ricostruzione derivanti da interventi oncologici.

E, invece, i pazienti godevano di ottima salute. Anzi, il particolare “iter” seguito consentiva agli stessi non solo di by-passare ogni prevista formalità col medico curante ma anche di garantirsi l’esenzione del pagamento del relativo ticket. Ora l’accusa per questi, come detto, va dal peculato al falso ideologico finalizzato alla truffa aggravata. Oltre 90 le persone escusse dai militari che non hanno potuto che confermare di aver beneficiato di interventi di chirurgia plastica aventi valenza estetica. Ricostruite le varie attività e l’ammontare del danno alle casse erariali, il carteggio passerà alla Corte dei Conti per il successivo recupero delle somme.

Mentre sono in corso di notifica i rinvii a giudizio, i militari stanno procedendo con l’esecuzione dei sequestri “per equivalente” disposti dall’A.G. per circa 215.000 euro: ove i cc/cc dei professionisti non sono risultati capienti sono stati aggrediti beni immobili per pari valore. L’attenzione dei finanzieri sarà, infine, rivolta alla verifica delle posizioni reddituali dei medici interessati.

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