Visita di Toti a Ventimiglia

Sindaco Scullino “Chiediamo al Prefetto di verificare eventuali responsabilità per l’apertura della diga”

Lungo l'abbraccio di incoraggiamento con i primo cittadino di Ventimiglia

Sindaco Scullino “Chiediamo al Prefetto di verificare eventuali responsabilità per l’apertura della diga”
03 Ottobre 2020 ore 17:40

Nella città di confine arrivato anche il Presidente della Regione Giovanni Toti

“Chiediamo al Prefetto di verificare eventuali responsabilità per l’apertura della diga” A dirlo il sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino poco prima dell’incontro con il Governatore della Regione Liguria Giovanni Toti.

“Abbiamo avuto danni per milioni di euro, chiediamo aiuto allo Stato. Ma il mio grazie – sottolinea il primo cittadino – a tutta la cittadinanza che si  è data da fare subito per dare una mano, e continuano a spalare fango da questa mattina alle cinque”

Arrivato nel pomeriggio anche il Governatore Toti dopo un giro nell’entroterra e in maniera particolare in Valle Argentina. Lungo l’abbraccio di incoraggiamento con i primo cittadino di Ventimiglia

Nostro obiettivo è ripristinare la viabilità in tempi brevi

“Sopralluogo a Badalucco dove la strada provinciale di collegamento con Molini di Triora è crollata per oltre 50 metri a causa delle forti piogge della notte. Qui i nostri mezzi sono già al lavoro per pulire il tratto, l’obiettivo è restituire entro domani sera una viabilità provvisoria a senso unico alternato. Il ponente ligure è il più colpito da questa ondata di maltempo e presto chiederemo lo stato di emergenza per tutte le zone maggiormente danneggiate. Grazie ai sindaci e a tutti i nostri volontari che da stanotte non hanno smesso un secondo di lavorare per la nostra sicurezza”

I dettagli del vertice in Comune

Danni stimati in 54,6 milioni di euro

Ammonta a circa 54,6 milioni di euro una prima stima dei danni provocati dall’alluvione che nel corso della notte ha devastato una parte di Ventimiglia. A comunicarlo è stato il sindaco della città di confine, Gaetano Scullino, nel corso di un vertice con il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che si è tenuto alle 17 circa in Comune. I danni riguardano soprattutto il paleggiamento fanghi, con carico e trasporto in discarica; quindi ci sono i danni all’acquedotto e alla fognatura; i danni all’impianto di sollevamento. Senza dimenticare la passerella Squarciafichi, che è stata spezzata in due. Quindi, le aree verdi, l’illuminazione, le arginature e via dicendo.

Stima preliminare dei danni:

Allontanamento fanghi (circa 75mila metri cubi) paleggiamento carico e trasporto discarica + oneri: 15milioni di euro

Acquedotto, fognatura nera e bianca (centro città) compreso asfalto: 8milioni di euro

Impianti di sollevamento (fognatura + depuratore): 2 milioni e 500mila euro

Passerella Sqaurciafichi + Via Trossarelli e argini Roja: 6milioni di euro

Aree verdi + illuminazione pubblica e arredo: 4milioni di euro

Teatro, palazzo comunale e altri edifici pubblici (caldaie e servizi): 700mila euro

Peglia, fognature, acquedotto e zona sportiva: 1milione e 200mila euro

Peglia, zona via Freccero – Magazzini operai: 500mila euro

Località Gianchette, via Tenda – via San Secondo (fognature, acquedotto, strada e parcheggi): 1milione e 400mila euro

Canale Lorenzi: 4milioni di euro

Condotta Roja (rifacimento lungo Roja): 6milioni di euro

Arginatura località Varase 120 metri per 6 metri di altezza: 800mila euro

Demanio marittimo, legname – danni a litorale: 3milioni di euro

Messa in sicurezza, dragaggio e pulizia: 1milione e mezzo di euro

TOTALE parziale: 54milioni e 600mila euro

Allagato anche il centro tamponi di Roverino

Il centro tamponi di Ventimiglia, situato nel piazzale antistante il cimitero di Roverino, è rimasto allagato la scorsa notte, in seguito alla piena del fiume Roya. Lo ha annunciato il governatore della Liguria, Giovanni Toti, nel pomeriggio, durante l’incontro con il sindaco della città di confine Gaetano Scullino. “Si sta ora cercando un altro posto. sarebbe stata individuato un nuovo sito a Vallecrosia, ma l’Asl sarà più chiara nelle prossime ore – ha aggiunto Toti, che in giornata ha incontrato anche il dirigente generale dell’Asl 1 Imperiese, Marco Damonte Prioli – in modo da ripartire lunedì mattina”. Il centro era stato istituito per effettuare tamponi alla cittadinanza, ma soprattutto in previsione dell’apertura delle scuole e della possibilità di effettuare esami diagnostici per il covid ad alunni e insegnanti.

Un solo Comune ancora totalmente isolato, imminente la richiesta di calamità naturale

Al momento c’è un solo Comune della provincia di Imperia che è totalmente isolato, si tratta di Triora, in alta Valle Argentina, una delle zone più colpite dall’ondata di maltempo, assieme alla valle Arroscia e a Ventimiglia. Lo ha comunicato il governatore Toti, che prima di giungere nella città di confine, per un vertice col sindaco Gaetano Scullino, si è recato in valle Argentina, assieme agli assessori regionali Marco Scajola e Giacomo Giampedrone, per visitare Badalucco e le altre zone devastate dal maltempo. Toti ha anche annunciato che appena tornerà a Genova firmerà lo stato di emergenza per calamità naturale assieme al presidente del Piemonte, Alberto Cirio.

“Purtroppo, ancora una volta i nostri meteorologi avevano ragione – ha detto Toti – non abbiamo feriti e morti e questo è già un segnale positivo ed è anche un segnale di un sistema che credo sia diventato tra i più efficienti d’Italia”. Per Toti la mole d’acqua: “Era assolutamente prevista nell’allerta rossa decisa dai nostri meteorologi, mentre su Genova ci aspettavamo meno precipitazioni ed è stato così”.

Sull’esondazione del fiume Roya, avvenuta dopo che le autorità francesi hanno aperto le dighe in alta val Roya – una prassi ormai consolidata, quando piove parecchio nell’entroterra, per consentire il deflusso delle acque – Toti ha dichiarato: “I francesi aprono la diga, per evitare che ceda. Certamente c’è una causa ed effetto, ma penso che fosse decisione inevitabile, della quale eravamo già stati avvertiti ed era accaduto altre volte. Ovviamente se ci sono situazioni diverse, ci sono le autorità competenti e il ministero degli Esteri che se ne occupa. In questo caso sappiamo bene che esiste una chiusa sul fiume Roya e che quando le precipitazioni superano un certo limite, quella chiusa deve necessariamente rilasciare dell’acqua”.

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