Sanremese, Roberto Sturaro medico della prima squadra per la stagione 2020/21

In qualità di medico sociale e responsabile dello staff sanitario della prima squadra, Sturaro si avvarrà anche della collaborazione come consulenti esterni del dott. Giovanni Mascelli, ex primario di Cardiologia a Sanremo, del dott. Paolo Sibona quale consulente radiodiagnostico e del dott. Enrico Trucco, specialista in fisioterapia

Sanremese, Roberto Sturaro medico della prima squadra per la stagione 2020/21
Sanremo, 31 Luglio 2020 ore 09:04

La Sanremese Calcio comunica che il dottor Roberto Sturaro sarà il nuovo medico sociale della prima squadra nella prossima stagione 2020/21.

Roberto Sturaro è responsabile dello staff sanitario della prima squadra

Nato il 3 giugno del 1952, origini romane ma sanremese d’adozione, Sturaro è medico chirurgo dal 1977, specialista in medicina interna e medico ospedaliero dal 1980 al 2012, con attività di medicina d’urgenza (pronto soccorso) dal 1980 al 2002, poi responsabile del servizio dipartimentale di endocrinologia e diabetologia fino al 2012, quando è andato in pensione. Medico della rappresentativa regionale ligure dal 2007, è reduce dall’esperienza con l’Ospedaletti Calcio.

In qualità di medico sociale e responsabile dello staff sanitario della prima squadra, Sturaro si avvarrà anche della collaborazione come consulenti esterni del dott. Giovanni Mascelli, ex primario di Cardiologia a Sanremo, del dott. Paolo Sibona quale consulente radiodiagnostico e del dott. Enrico Trucco, specialista in fisioterapia.

“Per me si tratta di un gradito ritorno – afferma Roberto Sturaro – ho già ricoperto questo incarico durante gli anni della gestione Ruggieri. Ho sempre seguito con affetto le vicende della Sanremese, ora che i miei figli si sono avvicinati ulteriormente a questo club (Paolo è il nuovo responsabile del Settore giovanile, Fabio un calciatore della prima squadra ndr) non potevo tirarmi indietro. Sarà un anno molto difficile e delicato: dovremo imparare a convivere con il Covid, rispettando i protocolli sanitari richiesti dalla Federazione e seguendo le norme consigliate per cercare di ridurre al minimo possibile i contagi. In questo anche il calcio dilettantistico dovrà fare la sua parte.”

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