Cronaca

Traffico di auto di lusso rubate, tra Albenga e Bordighera: 12 arresti

Un traffico di auto di lusso, in particolare Porsche, rubate in Germania e destinate all'Italia è stato sgominato dalla Procura di Savona

Traffico di auto di lusso rubate, tra Albenga e Bordighera: 12 arresti
Cronaca Ventimiglia, 17 Gennaio 2019 ore 13:31

Auto di lusso rubate

Importavano dalla Lituania auto di lusso rubate in Germania e in Belgio e le rivendevano in Italia a prezzo di saldo. A scoprire il traffico internazionale è stata la squadra mobile di Savona con una indagine che ha portato a 12 custodie cautelari e decine di denunce. In carcere sono finiti Carino Di Giovanni, 37 anni, nato in Germania e residente a Bordighera (Imperia) e alcuni collaboratori che si preoccupavano di procacciare clienti. Le auto venivano portate in Lituania dove un gruppo di persone, agganciato da Di Giovanni grazie alla compagna lituana, Lina Naceliciute, 29 anni, ora ai domiciliari, si occupava di produrre documenti falsi o correggere il numero di telaio.

I fatti

Le vetture venivano poi materialmente portate in Italia. Arrestato anche Giovanni Abbate, 43 anni (già in carcere per altri reati), che aveva messo in contatto Di Giovanni con un gruppo di sinti che truffava chi proponeva la propria auto online pagandoli con assegni falsi: le auto poi veniva rivendute da Di Giovanni. Ai domiciliari è finito Domenico Marziano, 75 anni, titolare di diverse agenzie di pratiche auto in provincia di Savona che forniva documenti e patenti false.

Gli arrestati

Sono sette le persone finite in carcere e cinque agli arresti domiciliari. L'indagine è partita nel 2017 da un documento contraffatto: gli agenti della Mobile, temendo un traffico legato all'immigrazione clandestina, hanno iniziato a indagare scoprendo invece la duplice attività di Di Giovanni.

Una decina le auto finora individuate dalla polizia e un centinaio i documenti falsi venduti dalla banda, per un volume d'affari superiore ai seicentomila euro. Le auto erano in prevalenza Porsche e Lexus che venivano vendute in media a 30 mila euro l'una, mentre è stato stimato in 300 mila euro la vendita di documenti e patenti falsificate.

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