Cronaca
VASTA INDAGINE DELLA PROCURA

Traffico di cocaina tra la Calabria e il Ponente Ligure: 8 condanne e 3 assoluzioni

Si è chiusa davanti al gup Massimiliano Botti, con 8 condanne, 3 assoluzioni e altrettanti rinvii a giudizio, l'udienza preliminare

Traffico di cocaina tra la Calabria e il Ponente Ligure: 8 condanne e 3 assoluzioni
Cronaca 23 Luglio 2021 ore 18:25

Otto condanne per traffico di stupefacenti

Si è chiusa, oggi, davanti al gup di Imperia Massimiliano Botti, con 8 condanne, 3 assoluzioni e altrettanti rinvii a giudizio, l'udienza preliminare a margine dell'operazione "Purpiceddu", che aveva permesso alla polizia di smantellare un traffico di cocaina a cavallo tra la Calabria e il Ponente ligure.

Le accuse, a vario titolo, vanno dalla detenzione allo spaccio di stupefacenti, alla corruzione (in carcere) e altri reati. Nelle forme del rito abbreviato sono stati condannati: Luigi Spirlì (7 anni, 4 mesi e 28mila euro); Carmelo Sgrò (6 anni, 2 mesi e 30mila); Nikolas Oscar Marcozzi (5 anni, 4 mesi e 27mila); Mario Gullà (4 anni, 4 mesi e 20mila euro), Petra Gullà (figlia di Mario, 8 mesi, 1000 euro e pena sospesa), Salvatore Larosa (1 an no e 6 mesi e 1.600 euro), Stefano Asciutto (6 mesi e 400 euro) e Attilio Spanò (6 mesi e 1000 euro). Assolti, sempre in abbreviato: Giovannina Gioffré, Simone Baffi e Alessio Casellato; mentre sono stati rinviati a giudizio: Francesco Arcorio (udienza il 7 ottobre, davanti al Collegio) e Andrea Aiello (udienza il 18 ottobre, davanti al giudice monocratico).

Il traffico di cocaina girava attorno alla figura di Sgrò

39 anni, originario di Oppido Mamertina (Reggio Calabria) accusato, dal gennaio 2018, di aver ceduto diverse partite di cocaina purissima, nell'ordine di etti a un pregiudicato originario della piana di Gioia Tauro (Reggio Calabria), che nel corso delle intercettazioni vantava la sua vicinanza alla 'ndrangheta, di cui emergeva essere il principale rifornitore. L'indagine, partita a fine del 2017, ha consentito di ricostruire la filiera dello spaccio.

Sgrò era lo spacciatore di livello superiore

a contatto con fonti primarie di approvvigionamento, mentre il suo acquirente (spacciatore di livello medio-alto), smerciava con un complice cocaina nella zona di Ventimiglia, per quantitativi anche rilevanti, nei confronti di una vasta cerchia di fedeli clienti, a loro volta implicati in illecite attività di vendita. Diversi gli arresti eseguiti nel corso delle indagini, molti dei quali sono già arrivati a una condanna definitiva.

Già in passato Sgrò era stato coinvolto in diversi procedimenti penali, l'ultimo dei quali: l'operazione "Trait d'Union", effettuata dalle Squadre Mobili di Genova ed Imperia e coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, con la pg di Nizza, in cui venne arrestato con l'accusa di appartenere a un'organizzazione transnazionale dedita al traffico di droga che era in rapporti con esponenti della famiglia Magnoli, originaria di Rosarno (Reggio Calabria), stabilmente radicata a Vallauris, nel sud della Francia, considerata proiezione internazionale della 'ndrina Piromalli-Molè, di Gioia Tauro. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Luca Ritzu, Gianluca Lanteri, Sandro Lombardi e Marco Bosio.

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