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VASTA INDAGINE

Turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio: 2 arresti, sospeso un avvocato

Le indagini hanno preso le mosse dalla querela di un soggetto "esecutato". Nei guai anche un avvocato e due consulenti

Turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio: 2 arresti, sospeso un avvocato
Cronaca Imperia, 30 Marzo 2021 ore 09:21

Turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio

Due consulenti immobiliari sono finiti agli arresti domiciliari, mentre un avvocato è stato sospeso dall’attività professionale, nell’ambito di una vasta indagine coordinata dal procuratore di Imperia, Alberto Lari, con il sostituto Antonella Politi e condotta dalla Guardia di Finanza, che ha permesso di evidenziare una serie di reati (dalla turbativa d’asta alla rivelazione del segreto di ufficio) commessi nella compravendita di immobili oggetto di procedure esecutive instaurate presso il tribunale di Imperia.

Nel corso delle indagini è emerso

che i titolari di un’agenzia di consulenza amministrativa, sfruttando la compiacenza di tre avvocati e di un impiegato presso uno studio notarile, tutti con qualifica di pubblico ufficiale in quanto professionisti delegati alla vendita o custodi giudiziari, turbavano, o tentavano di turbare, alcune aste immobiliari in favore di propri clienti. Le indagini hanno preso le mosse dalla querela di un soggetto esecutato, accortosi che la sua casa, già oggetto di procedura esecutiva da parte del Tribunale di Imperia, era in vendita sul sito internet di un’agenzia immobiliare della provincia, senza che quest’ultima fosse stata dallo stesso incaricata della vendita.

E’ poi risultato che i due principali indagati, nonostante non avessero mai ottenuto la relativa abilitazione professionale, gestivano la propria attività commerciale facendola apparire come una vera e propria agenzia immobiliare, dotata di uffici con proprie insegne nonché di un sito internet, dove venivano millantati partenariati con la Regione Liguria, il tribunale di Imperia e piattaforme digitali operanti nello specifico settore.

Sfruttando la visibilità di un noto portale internet

di compravendite immobiliari, estraneo alla vicenda, gli indagati pubblicavano annunci, con informazioni di dettaglio e fotografie di immobili in realtà posti all’asta dal tribunale di Imperia, poiché pignorati, indicandone un prezzo notevolmente inferiore a quello di mercato e, dopo aver acquisito il potenziale compratore, allontanavano i successivi soggetti interessati, comunicando l’avvenuta vendita dell’immobile o l’esistenza di trattative ormai in fase avanzata, omettendo di riferire all’interlocutore di turno che, trattandosi di un immobile oggetto di procedura esecutiva, chiunque, a prescindere dagli accordi commerciali sottoscritti dalla predetta agenzia, avrebbe potuto liberamente partecipare al pubblico incanto.

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