Cronaca

Violenze sugli anziani al "Cicalotto": il 15 gennaio in 9 davanti al giudice

Tre rinvii per maltrattamenti, tre per peculato e tre per omessa vigilanza quelli che il pm Antonella Politi ha depositato nell'ufficio del gup

Violenze sugli anziani al "Cicalotto": il 15 gennaio in 9 davanti al giudice
Cronaca Imperia, 21 Settembre 2017 ore 16:55

Violenze sugli anziani al "Cicalotto": il 15 gennaio in 9 davanti al giudice

Sono in tutto nove i rinvii a giudizio (fissati per il 15 gennaio 2018, ore 10:00, giudice Paolo Luppi) quelli depositati all'ufficio del gup dal pm Antonella Politi, titolare dell'indagine sui fatti avvenuti tra il 2014 e il 2016 al "Cicalotto" di Pornassio, struttura gestita dall'Asl in convenzione con la cooperativa "Il Faggio" (parte civile).

Tre rinvvi  per peculato, tre per "omessa vigilanza" e tre per maltrattamenti a danni dei pazienti psichici ospitati nella struttra, secondo quando emerso dall'inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza e al blitz che nove mesi fa portò alle misure cautelari nei confronti dei tre indagati principali. Si tratta degli opeartori socio sanitari Massimo Deperi di Pornassio, 49 anni, ex consigliere comunale (licenziato dalla struttura), l'albanese 46enne Vjollca Ferathi, per la quale erano stati disposti gli arresti domiciliari e l'infermiera rumena Elena Stoica, 45 anni, sospesa per 12 mesi.I tre sono accusati di maltrattamenti e insulti nei confronti degli ospiti della struttura, spesso lasciati nudi sul pavimento e sporchi dei propri escrementi. Per le due donne anche l'accusa di falso, in quanto avrebbero modificato i verbali relativi alle visite che un paziente, afflitto da gravi complicanze respiratorie e che fu rinvenuto morto nel suo letto l'indomani mattina, avrebbe ricevuto nel corso della notte.

Per la Procura il reato di omessa vigilanza è stato compiuto dal 44enne genovese Jacopo Pisaturo, direttore sanitario, dall'ex coordinatrice Barbara Canestro, 47 anni e dal suo successore, la 47enne Alessandra Capozza. Il peculato infine ricade su un'infermiera e due operatrici sanitarie accusate di essersi appropriate di farmaci e materiali vari. La prima è Barbara Armonti di Borghetto d'Arroscia, 46 anni, le due Oss sono Gleda Aschero e Daniela Arranga, 52 e 58 anni, entrambe di Cosio d'Arroscia.

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