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Pesce d’aprile l’origine e il mistero della giornata dedicata agli scherzi

Oggi è il giorno dei burloni e la data è riconosciuta a livello mondiale ma dove ha origine questa tradizione? E perché viene celebrata proprio il primo giorno di aprile?

Pesce d’aprile l’origine e il mistero della giornata dedicata agli scherzi
Cultura 01 Aprile 2021 ore 07:43

C’è un giorno dell’anno dove “ogni scherzo vale” ancora più che a carnevale. È il primo di aprile e durante questa giornata si può essere burloni, mentire senza essere criticati o additati come bugiardi. La data è riconosciuta a livello mondiale come la giornata degli scherzi e delle burle. In Italia si chiama pesce d’aprile, nei paese di lingua inglese april fool’s day mentre in spagnolo si dice pescado de abril.

L’origine della tradizione

Ma dove ha origine questa tradizione? E perché si festeggia il primo giorno del mese? Ci sono diverse teorie sulla nascita di questa ricorrenza. Una prima ipotesi risale alla Francia del XVI secolo. A quel tempo, prima del 1582, il calendario in uso prevedeva che i festeggiamenti del nuovo anno si svolgessero tra il 25 marzo e il 1 aprile, giorno dedicato alla festa, al divertimento e ai banchetti. Successivamente con l’avvento e l’utilizzo del calendario gregoriano il capodanno fu spostato al primo gennaio lasciando però interdetta la maggior parte della popolazione dell’epoca che fece fatica ad abituarsi a questo cambio di tradizione. Così chi continuò a festeggiare l’arrivo del nuovo anno secondo l’antico calendario venne chiamato con il nome di sciocco di aprile, april fool’s day ovvero “il giorno degli sciocchi di aprile”.

Chi continuava a festeggiare secondo l’antico calendario, infatti, era ridicolizzato con inviti a feste inesistenti, regali assurdi o pacchetti privi di contenuto. Dalla Francia di Re Carlo IX e dalla Germania degli Asburgo la tradizione si diffuse poi nell’Inghilterra del XVIII secolo e negli altri stati europei.

Un’altra ipotesi sull’origine della ricorrenza risale al XIV secolo: protagonista il beato Bertrando di San Genesio, la cui leggenda lo identifica come il salvatore del papa dell’epoca, liberato da una morte per soffocamento causato da una lisca di pesce. Il pesce avrebbe poi decretato che ad Aquileia, cittadina di cui San Genesio fu patriarca fino all’anno della sua dipartita nel 1350, non si sarebbe più mangiato pesce nella data del 1 aprile.

Ma attenzione perché nel nostro Paese l’usanza di farsi degli scherzi e dirsi bugie il 1 aprile risale al periodo tra il 1860 e il 1880 e sembrerebbe che la prima città ad accogliere questa abitudine di origine francese fosse Genova, dove la nuova tradizione si diffuse prima tra i ceti medio alti e poi in tutto il resto della popolazione varcanzo i confini della città per raggiungere tutta Italia.

Ma perché proprio il pesce?

A denominazione porta a pensare ai pesci che abboccano all’amo, proprio come una “vittima” credulona abbocca ad una burla. Un’altra teoria, invece, sottolinea come ci sia un legame tra il 1 aprile e il segno zodiacale dei pesci. Il pesce e lo scherzo tornano anche nelle ipotesi degli antropologi che identificano questa tradizione con l’inizio della stagione della pesca primaverile: le ricostruzioni, non ancora accertate, vedono nella prima settimana d’aprirle una giornata di carestia per i pescatori che rientrando in porto a mani vuote erano spesso oggetto di scherno dai cittadini dell’epoca.

L’ultima ipotesi che ci porta ancora più indietro nel tempo, all’età classica alcuni studiosi hanno intravisto alcune possibili comunanze con l’usanza attuale sia nel mito di Proserpina (che dopo essere stata rapita da Plutone viene cercata invano dalla madre, ingannata da una ninfa), sia nella festa pagana dei Veneralia (dedicata a Venere Verticordia e alla Fortuna Virile) che si teneva il 1 di aprile.

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