uno sguardo al futuro

Teresio Testa (Sanpaolo): “Liguria può trarre vantaggio da questa pandemia”

"Quante aziende non ce la faranno? La crisi del 2008 credo avesse gia' fatto una grossa selezione,  oggi abbiamo aziende piu' forti, piu' capitalizzate e piu' internazionali. Sono ottimista"

Teresio Testa (Sanpaolo): “Liguria può trarre vantaggio da questa pandemia”
Sanremo, 26 Maggio 2020 ore 16:49

“La Liguria potrebbe anche trarre vantaggio da questa pandemia e adeguare i suoi standard turistici alle esigenze pre e post Covid-19”. Lo ha detto Teresio  Testa,  capo della direzione regionale Piemonte,  Liguria e Valle d’Aosta di Intesa Sanpaolo nel corso di un’intervista nella quale fa il punto sull’andamento della concessione di prestiti e sostegno a imprese e privati e volge uno sguardo a solidità e debolezze del sistema imprenditoriale del Nord Ovest.

Testa (Intesa Sanpaolo): “Pandemia può diventare un vantaggio e imprese devono aggregarsi fra loro”

L’accordo siglato con Federalberghi, ha dato una grossa mano a un settore turismo con una visibilita’ sul futuro molto ridotta…

“Certamente, e questo grazie ai 24 mesi di preammortamento dell’accordo siglato con Federalberghi. E abbiamo anche messo due miliardi a disposizione delle imprese italiane di questo settore. In queste settimane pero’ abbiamo raccolto anche dei segnali nuovi, che mi fanno ben sperare. Dalla Liguria infatti alcuni imprenditori ci hanno chiesto un appoggio, perche’ stanno valutando se approfittare di questa stagione difficile per rendere piu’ adeguate le loro strutture alle richieste dei consumatori. La Liguria potrebbe anche trarre vantaggio da questa pandemia e adeguare i suoi standard turistici alle esigenze pre e post Covid-19. Una riconversione cui dovrebbero pensare anche le strutture turistiche delle montagne di tutto il Nord Ovest”.

Come si esce da questa crisi?

“Dopo quest’emergenza e’ ancora piu’ vero che  la dimensione delle imprese fa premio. Mi auguro ci sia il modo di  realizzare delle aggregazioni nel Nord Ovest, perche’ il rischio  all’orizzonte e’ di perdere competenze e posti di lavoro. Da questa crisi si esce se si lavora in un ambito di spirito altruista invece di egoismo. Le banche possono fare, e stanno facendo, molto. Ma e’ estremamente importante che i capi filiera si assumano le responsabilita’ piu’ grandi, condividendo le debolezze, e’ inutile nascondersi perche’ anche un grande gruppo, senza continuita’ operativa, avra’ grandi difficolta’. Tutti devono andare un po’ oltre, bisogna cercare di costruire il tessuto industriale, per andare dove si possono cogliere le opportunita’. Il negozio di quartiere, che si e’ attrezzato con un sito internet vetrina e’ andato incontro alle abitudini dei consumatori, che cambieranno. Il web dimostra che anche il piccolo puo’ ottimizzare il suo posizionamento. Tanti artigiani, anche nel settore food, attraverso internet possono raggiungere il mondo. Il campanilismo di un marchio o dell’azienda e’ un punto di debolezza”.

Quanti invece non ce la faranno?

“La crisi del 2008 credo avesse gia’ fatto una grossa selezione,  oggi abbiamo aziende piu’ forti, piu’ capitalizzate e piu’ internazionali. L’export e’ cresciuto e va aiutato. Queste aziende hanno compensato la chiusura di tante altre negli ultimi 10-12 anni, e finora la somma era invariata. Anche adesso quelle rimaste sono piu’ forti, quindi sono ottimista. Il settore farmaceutico, come quello tecnologico sono cresciuti, c’e’ una qualita’ manageriale maggiore. I piu’ forti possono sostenere i piu’ deboli, cosi’ come  puo’ farlo il Decreto liquidita’, le erogazioni a fondo perduto possono compensare molto”.

Quello che inizia ad affacciarsi alla fase 2 e’ un Nord Ovest piu’ ricco o piu’ povero?

“In banca aumentano i depositi. Ma c’e’ anche un’altra nuova ricchezza. Gli imprenditori mi pare abbiano una sensibilita’ accresciuta della necessita’ di restituire al territorio di cui si e’ parte. Il coronavirus ha alzato questa attenzione, oggi ci si rende conto che se si esce da questa crisi, se ne esce tutti assieme: la societa’ di domani dovra’ dare un’attenzione superiore all’altro”.

Per quanto riguarda invece i finanziamenti fino a 25.000 euro  previsti dal Decreto Liquidita’, quali sono i risultati finora?

“E’ andata molto bene, la documentazione richiesta era semplice, e questo ha aiutato, anche se c’e’ stato un po’ di andirivieni delle pratiche. Al momento quelle perfezionate nelle nostre tre regioni sono 5.000 ma le domande continuano ad arrivare”.

Per gli altri finanziamenti a medio termine i tempi sono un po’ piu’ lunghi?

“C’e’ anche meno urgenza da parte dei clienti, sono centinaia le richieste in lavorazione, cui si sommano quelle richieste da Sace. In tutto sono 200-300, sempre con riferimento al nord ovest, le domande gia’ perfezionate”.

 

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