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Richiamo alimentare

Occhio a pasta e riso contaminati

Presenza di cloridrina etilenica ed ossido di etilene in ben 8 articoli prodotti dal Pastificio Fiorentino – Renaissance.

Occhio a pasta e riso contaminati
Glocal news 24 Agosto 2021 ore 16:44

Il Ministero della Salute, oggi ha emesso ben otto notifiche di richiamo dal commercio per dei prodotti che sono stati realizzati da una azienda italiana con sede in provincia di Cuneo. Si tratta di diversi articoli che riportano come marchio quello del Pastifico Fiorentino – Renaissance, con nome o ragione sociale della OSA a nome del quale gli stessi sono commercializzati che indicano invece l’Azienda Agricola Bio Floriddia C.

Pasta e riso contaminati

Come raccontato da Prima Cuneo, i richiami alimentari in questione riguardano diversi tipi di pasta e riso per potenziale contaminazione da 2-cloroetanolo in uno degli ingredienti utilizzati e anche da ossido di etilene, rilevati su dei campioni in seguito ad un controllo sulla qualità.

Nello specifico il richiamo dagli scaffali riguarda la Pasta di lenticchieRiso rosso & Curcuma BIO 250 grammi e la Pasta di fave, prodotti da Pasta Natura srl con sede dello stabilimento a Busca in provincia di Cuneo in via Agricoltura, 10.

La prima riguarda le varietà calamarata, paccheri, risoni e penne. Per tutte quante loro il numero di lotto e la data di scadenza o termine minimo di conservazione da prendere in considerazione è indicato nel 28.12.2023.

Per quanto riguarda la Pasta di fave, le tipologie segnalate nelle notifiche del Ministero parlano invece di calamarata, risoni, paccheri e fusilli. Come numero di lotto e data di scadenza o TMC ci sono il 28.12.2023 per i risoni e la indicazione 08.01.2024 per le altre tre.

Rischi per la salute

Tutte quante le confezioni hanno un peso di 250 grammi, come facilmente consultabile su ognuna. Il 2-cloroetanolo o cloridrina etilenica è un composto chimico altamente tossico, la cui esposizione prolungata può provocare danni al sistema nervoso centrale, cardiovascolare, al fegato e ai reni. Dunque ingerire questi prodotti potrebbe comportare dei rischi per la salute dei consumatori.

"In ogni caso, avverte - Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti" -, i consumatori che hanno acquistato i prodotti in questione sono invitati a non consumarli e a riportarli al punto vendita per il rimborso, anche senza presentazione dello scontrino".

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