Sanremo

Civiltà Liberale “Come assassinare l’associazionismo sportivo”

Civiltà Liberale critica nei confronti del nuovo Testo Unico per lo Sport del ministro Spadafora

Civiltà Liberale “Come assassinare l’associazionismo sportivo”
Sanremo, 18 Luglio 2020 ore 08:28

Con una nota stampa, il movimento politico Civiltà Liberale di Alessandro Condò interviene sul testo unico di riforma dello sport

Civiltà Liberale in difesa dell’associazionismo di promozione sportiva

“Lo scorso 9 luglio il ministro dello Sport, Spadafora, ha “disegnato” il TESTO UNICO DI RIFORMA DELLO SPORT. 124 pagine in cui nulla è di nuovo! Il CONI conserva il compito di unico e supremo gestore dello sport. Venendo così a mancare una visione globale, strategica dei problemi dello sport italiano, indirizzando solo al CONI e alle sue Federazioni collegate l’attività di “eccellenza”, a discapito di uno sport diffuso e di massa praticato dai cittadini per “aggregazione”, divertimento, bisogno di salute e altre finalità umane e sociali presente nell’associazionismo sportivo che raggruppa, però, due terzi della popolazione sportiva italiana. Gli Enti di Promozione Sportiva, che hanno consentito ad intere generazioni di italiani di avvicinarsi e praticare un altro sport, più etico, chiedevano da decenni ai governi che si sono succeduti una legge di riordino complessivo che riconoscesse pari dignità, diritti, indipendenze e peso economico all’associazionismo sportivo, anziché fruire solo delle briciole delle risorse “gestite” dall’ente olimpico dei cinque cerchi.
Il ministro dello Sport, Spadafora (in quota Movimento 5 Stelle) ha partorito un Testo Unico di Riforma dello Sport che riconosce il CONI-Federazioni quale unico gestore dello Sport italiano, malgrado che l’associazionismo di promozione sportiva rappresenti la fetta più consistente del “movimento sportivo italiano”. Lavora ma non conta niente. Ma ancora peggio! Agli E.P.S. è stato tolto il diritto, già riconosciuto negli anni duemila, di essere seduti nel Consiglio Nazionale e nella Giunta CONI. L’unica assise in cui saranno ammessi gli E.P.S. è la nascente “Consulta Nazionale dello Sport”, che dovrà essere convocata almeno una volta l’anno dal Dipartimento dello Sport (neonata struttura amministrativa a nomina politica creata dalla Presidenza del Consiglio del governo Conte 2) ma che non ha alcun potere reale. È impossibile rimanere inerti a un simile stravolgimento dello sport italiano.
Leggendo, poi, il Testo Unico emanato dal ministro Spadafora, si ha la sensazione (almeno io così percepisco) che gli Enti, le società e le associazioni sportive vengano accumunati in un unico destino punitivo. Dimenticando però che sono ben nove milioni di cittadini che, aderendo liberamente all’associazionismo, vengono puniti e se il governo Conte 2 o il Parlamento non porrà rimedio in autunno, che non è poi così lontano, migliaia di società sportive rischiano di non trovare più le attività e i campionati giovanili e amatoriali cui iscriversi”
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