Forza Italia, Baggioli: “Vogliamo un partito di inclusione”

Fresco di nomina a commissario provinciale di Forza Italia Simone Baggioli ha le idee chiare e punta alla ricostruzione di un partito che mai negli anni ha avuto una percentuale così bassa.

Forza Italia, Baggioli: “Vogliamo un partito di inclusione”
10 Gennaio 2020 ore 20:26

L’intervista

Fresco di nomina a commissario provinciale di Forza Italia Simone Baggioli ha le idee chiare e punta alla ricostruzione di un partito che mai negli anni ha avuto una percentuale così bassa. Il 5% in una provincia dove negli anni scorsi invece dominava la scena politica.

Come ha preso la notizia e quali sono le sue prime mosse per cercare di ricostruire il partito?

“Inizio con tanto entusiasmo e spirito di squadra per ricostruire un partito che con la sua percentuale ha portato ad una debacle storica. Punto principalmente all’inclusione che è fondamentale e che si è persa durante il corso degli anni ma anche al gioco di squadra con le persone che ancora ne fanno  parte a livello provinciale. Molti durante il corso degli anni sono scappati dal partito, altri hanno cambiato casacca e altri ancora hanno abbandonato la scena politica. Per troppo tempo, nel passato, si è creato un personalismo all’interno del partito che hanno portato a strappi importanti. Quello che mi propongo di fare , in vista anche delle elezioni regionali, le nostre così dette pagelle, è quella di proporre una persona che può portare voti. Poco dopo la nomina ho iniziato a chiamare gli amministratori locali e qualche sindaco per un confronto anche con chi si era allontanato.

Oggi dobbiamo pensare in maniera diversa  in poco tempo proprio in vista di questo importante appuntamento politico e riportare il partito ad una percentuale a doppia cifra nella nostra zona. Bisogna lavorare con entusiasmo, inclusione e pensare anche alle parti che ci sono per ottenere dei ruoli. ”

Ha pensato ad un eventuale coalizione con una lista civica per le prossime regionali?

” Il nostro è un partito ma non lo escludo, bisogna vedere. Se una persona fa parte di un’associazione di cittadini si può anche pensare di aprirci a più possibilità. Ma è ancora presto per pensare a questo. Ci viole un segnale di varietà e ora bisogna  veramente lavorare con entusiasmo e spirito di squadra.”

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