Guerra dei “tagli”: il Gal Riviera dei Fiori ricorre in autotutela contro l’assessore Mai e la Regione

Guerra dei “tagli”: il Gal Riviera dei Fiori ricorre in autotutela contro l’assessore Mai e la Regione
24 Febbraio 2017 ore 13:33

Imperia – Il Gal (Gruppo di Azione Locale) Riviera dei Fiori, con decisione unanime del consiglio direttivo e dell’assemblea dei soci, ha presentato “ricorso in autotutela” all’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Stefano Mai, al direttore generale del Compartimento Agricoltura, Luca Fontana e all’Autorità di gestione del Piano di Sviluppo Rurale regionale, Riccardo Iannone, non condividendo le motivazioni nell’effettuazione dei tagli sui finanziamenti richiesti per l’attuazione degli interventi nell’ambito della Strategia di Sviluppo Rurale. Degli 8.529.000 richiesti, al Gal Imperia ne sono stati, infatti, assegnati soltanto 4.657.000.

Denaro destinato al finanziamento di un pacchetto di progetti teso alla valorizzazione turistica della provincia, con particolare attenzione all’entroterra, al recupero della sentieristica e degli oliveti abbandonati. “Il provvedimento – ha spiegato, stamani, il presidente del Gal Riviera dei Fiori” Gianfranco Ardissone, nell’illustrazione del ricorso – nasce da una dettagliata analisi dei tagli effettuati al Gal imperiese e rispetto ad altri Gal, nei quali si evidenziano situazioni molto diverse, con evidenti disparità che non trovano riscontro nelle motivazioni allegate ai decreti di assegnazione dei fondi”.

Il riferimento, in particolare, è alla provincia di Savona che ha subito un taglio “soltanto” del 23 per cento (ha ottenuto 8.527.700 euro sugli 11.066.000 richiesti) contro il 45,4 per cento di Imperia. “Davvero incomprensibile il comportamento della Regione – ancora Ardissone – che rischia di vedersi togliere dall’Unione Europea, per il ritardo con cui mette a disposizione i finanziamenti. Su 40 milioni di richieste da parte dei territori liguri la Regione ne ha assegnato poco meno di 24. Non abbiamo opposto ricorso al Tar per non danneggiare i territori con ulteriori ritardi negli interventi previsti ma si è reso necessario attuare il ricorso in autotutela”.

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