Presentata a Imperia la Costituente Islamica. Piccardo: “Vogliamo uguali diritti agli italiani”/ VIDEO

"Più moschee, ma anche cimiteri musulmani e il riconoscimento da parte dello Stato della carne halal". Questi, in estrema sintesi, sono alcuni tra i diritti più stringenti che le comunità islamiche italiane chiedono allo Stato italiano.

Presentata a Imperia la Costituente Islamica. Piccardo: “Vogliamo uguali diritti agli italiani”/ VIDEO
28 Ottobre 2017 ore 20:12

“Più moschee, ma anche cimiteri musulmani e il riconoscimento da parte dello Stato della carne halal”. Questi, in estrema sintesi, sono alcuni tra i diritti più stringenti che le comunità islamiche italiane chiedono allo Stato italiano.

Ad enunciarli, questa sera, è stato Roberto Hamza Piccardo, ex segretario delle Comunità islamiche italiane, promotore della Costituente Islamica, che è stata presentata per la prima volta a Imperia (città natale di Piccardo), nella sede della società operaia di mutuo soccorso, di via Santa Lucia, nel corso di un incontro aperto a un ristretto gruppo di persone.

La Costituente islamica, che nascerà nel 2018: “Non è un partito – ci tiene a sottolineare Piccardo – ma un ente che sarà chiamato a trattare con lo Stato, affinchè vengano riconosciuti ai musulmani gli stessi diritti che agli italiani”. Ha aggiunto Piccardo: “Finora, lo Stato ha stretto intese con tutte le comunità religiose, tranne quella musulmana – ha detto Piccardo -. La scusa è che non abbiamo un ente esponenziale, un soggetto che possa rappresentare tutti i musulmani di fronte allo Stato. Ma per noi è un’accusa poco seria, perchè noi chiediamo il rispetto dei diritti; non vogliamo privilegi e lo Stato, a questo punto, avrebbe potuto chiamarci per aprire un dialogo”.

Quella musulmana è una realtà in crescita, anche in Italia. Secondo Piccardo, infatti, attualmente sono quasi 2,7 milioni i musulmani nel nostro Paese e novecentomila sono già italiani: “Ma entro il 2030, saranno cinque milioni i musulmani in Italia e, lo dicono le statistiche, nel 2060: un terzo della popolazione italiana sarà di origine straniera”.

Piccardo lamenta, innanzitutto, la difficoltà con cui si possono aprire moschee in Italia: “A Imperia ne abbiamo quattro – spiega – ma se proponessimo di costruirne un’altra, ecco il formarsi di comitati e manifestazioni. Arriverebbero Toti e Salvini per dire no alle moschee. Il politico, dunque, è contrario; mentre l’amministratore ti dice che non ha spazio, perchè nel Piano regolatore non è prevista la costruzione di nuovi luoghi di culto”.

C’è, poi il problema dei cimiteri, con Piccardo che chiede spazi dedicati alla sepoltura dei musulmani. Quindi, l’alimentazione: “I musulmani cercano, per quanto possibile, di avere una alimentazione halal ovvero islamicamente lecita. Uno può dire: vai da un macellaio egiziano o marocchino, dove c’è questa carne; ma noi vorremmo che fosse riconosciuta dallo stato, come categoria merceologica, in modo che non siano le moschee a controllare questa carne, ma direttamente lo Stato, con i Nas che devono verificare il rispetto dei criteri imposti”.

LA VIDEO INTERVISTA A ROBERTO HAMZA PICCARDO

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