Lombardia

Un Patrimonio dell’Umanità

In Italia ci sono 55 siti riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, di cui 10 si trovano in Lombardia.

Un Patrimonio dell’Umanità
27 Maggio 2020 ore 18:09

Oggi in Italia ci sono 55 siti riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, di cui 10 si trovano in Lombardia.

Lombardia, Patrimonio dell’Umanità

L’Arte rupestre della Valle Camonica è stato il primo sito italiano a ottenere il riconoscimento, nel 1979. Le incisioni della Valle dei Segni rappresentano un immenso giacimento di arte e cultura preistorica: qui si trova in numerosissimi esemplari la “Rosa Camuna”, simbolo della Lombardia.

All’interno del Convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie a Milano (a cui lavorò anche il Bramante) Ludovico il Moro commissionò a Leonardo da Vinci una delle rappresentazioni più classiche dell’iconografia cristiana: l’Ultima Cena.

Milan, Italy – June 27, 2018: Interior of refectory of the convent Santa Maria delle grazie (Holy Mary of Grace), on wall mural of The Last Supper by Leonardo da Vinci

Il Villaggio operaio di Crespi d’Adda fu realizzato a cavallo tra Ottocento e Novecento dalla famiglia Crespi: accanto al proprio opificio tessile, venne realizzata “la città ideale del lavoro” per alloggiare i dipendenti e le loro famiglie.

I Sacri Monti sono gruppi di cappelle e santuari eretti fra il XVI e il XVII secolo. In Lombardia, in posizione panoramica, si trovano due dei nove sacri monti di valore universale: ad Ossuccio il Santuario della Madonna del Soccorso; a Varese il Santuario di Santa Maria del Monte.

A cavallo fra Lombardia e Svizzera si trova la Ferrovia Retica, Patrimonio dell’Umanità nel 2008. La linea del Bernina, il famoso “trenino rosso”, collega Tirano in Valtellina a Saint Moritz in Engadina, superando le impegnative salite del passo del Bernina a 2.256 metri di quota.
Mantova e Sabbioneta costituiscono due tappe significative della pianificazione territoriale e degli interventi urbanistici intrapresi dai Gonzaga. La progettazione urbanistica di queste due città rappresenta in modo esemplare le due tipologie di fondazione urbana rinascimentale.

I siti del Triassico lombardo, i cui fossili furono scoperti nella prima metà del XIX secolo a Monte San Giorgio, costituiscono il più spettacolare complesso di vertebrati marini conosciuto al mondo per quel periodo, coprendo circa 12 milioni di anni di evoluzione faunistica.

I siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino comprendono ben 111 insediamenti, databili dal 5.000 al 500 a.C., presenti in Svizzera, Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia. Dieci solo in Lombardia: sul Lago di Varese ci sono le strutture più antiche, mentre sul Lago di Garda si trova la maggiore concentrazione di palafitte.

Il sito seriale “I longobardi in Italia” comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti sul territorio italiano. In Lombardia troviamo il complesso monastico di San Salvatore-Santa Giulia a Brescia e a Castelseprio (VA) si trova l’area del castrum, trasformato dai Longobardi prima in una stazione commerciale e successivamente in un luogo di preghiera.

Le Mura Veneziane di Bergamo vennero realizzate tra il 1561 e il 1588: le imponenti fortificazioni venete si estendono per più di 6 km, con un’altezza che in alcuni punti raggiunge i 50 metri, e presentano 4 porte monumentali.

A questi siti si aggiungono tre patrimoni immateriali (la liuteria cremonese, l’arte dei muretti a secco in Valtellina, la transumanza alpina), tre Mab (le riserve della biosfere Valle del Ticino, Valle Camonica-Alto Sebino e Po Grande) e 2 città creative (Milano per la Letteratura e Bergamo per la Gastronomia).

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